Caselli o Telepass ?

Illuminante intervento di Gian Carlo (non Caterina) Caselli su Il Fatto Quotidiano di Sabato scorso.
Secondo il canuto ex procuratore capo la soluzione migliore per ridurre e “azzerare in due / tre anni” il terribile arretrato dei tribunali italiani e’ abolire il secondo grado di giudizio.
Il tutto con il solito tono oracolare che contraddistingue gli interventi di questo ex pubblico accusatore.
Quindi secondo Caselli Enzo Tortora (e i tanti condannati in primo grado e assolti in appello) si sarebbe dovuto rassegnare a stare in galera da innocente solo per evitare che i processi durino degli anni e spesso si concludano in un nulla di fatto dal punto giudiziario dopo anni e anni di “sputtanamento” pubblico.
Quindi meglio un innocente in galera che una gestione oculata e una maggiore produttivita’ dei magistrati che, come dimostrato numerose volte, perdono anni e anni in processi mediatici quando non con finalita’ politica ma che raramente, alla prova dei fatti, danno dei risultati in termini di condanne.
La lista sarebbe lunghissima e parte dai numerosi processi contro il nemico pubblico numero uno (al secolo Silvio Berlusconi) fino al processo Andreotti e a tanti altri che si sono conclusi con giudizi politico / sociologici piu’ che con condanne in punta di diritto.

Trattativa o teatrino ?

E’ di qualche giorno fa la notizia che Calogero Mannino e’ stato assolto dal reato di attentato agli organi costituzionali dello stato per “non aver commesso il fatto”. Il procedimento era uno stralcio del piu’ famoso processo “trattativa” che si trascina da anni stancamente tra pentiti piu’ o meno attendibili e testimonianze di dubbia utilita’.
Com’e’ evidente a tutti una sentenza di questo genere dovrebbe essere un duro colpo alle tesi dei fantasiosi magistrati palermitani, se non corresse in loro aiuto la copisteria de “Il Fatto Quotidiano” che proprio ieri pubblica un paio di articoli in soccorso ai loro amici PM siciliani.
Nell’articolo di fondo il direttore Travaglio (nomen omen) sostiene che siccome Mannino e’ stato assolto con la formula del “non aver commesso il fatto” vuol dire che il fatto esiste ma non e’ stato dimostrato che sia stato l’ex parlamentare DC, si spinge addirittura a sostenere (con poco abile capriola) che l’assoluzione sia stata per “insufficienza di prove”, il tutto senza ovviamente aver letto le motivazioni della sentenza o, per chi pensa male, suggerendo una scappatoia da salvataggio di capra e cavoli come fu la sentenza del processo Andreotti.
Ma l’apice viene raggiunto nell’articolo a commento della testimonianza dell'(ex) colonnello Riccio al processo trattativa. Il buon (ex) servitore dello Stato ribadisce le accuse al generale Mori e ad altri suoi (ex) colleghi gia’ sbugiardate nel processo a carico di Mori concluso con l’assoluzione per tutti gli indagati. Ma c’e’ di piu’ la giornalista presenta questa testimonianza con le seguenti parole: “non e’ un collaboratore di giustizia ma un ufficiale che ha gestito pentiti del calibro di Patrizio Peci…” peccato che la brava scribacchina si dimentichi di dire che il sig. Riccio e’ un ex ufficiale e che e’ stato condannato in via definitiva per detenzione e spaccio di droga a 4 anni e 10 mesi di carcere. Non solo, al termine del processo a Mori il giudice ha trasmesso alla procura la testimonianza di Riccio per procedere all’incriminazione per falsa testimonianza, e il fatto che prima della testimonianza di questa settimana il PM Di Matteo si sia premurato di specificare che per questa imputazione la procura chiedera’ l’archiviazione potrebbe far nascere (nella mente di qualche malpensante) il sospetto di un “ringraziamento” per i servizi svolti, ma noi non siamo malpensanti e siamo sicuri che il nuovo eroe dell’antimafia abbia agito solo ed esclusivamente nell’interesse della giustizia.

Deliri gender

La maggioranza in Regione Liguria si e’ espressa contro l’insegnamento gender.
A parte che non si capisce cosa sia l’insegnamento gender, appaiono quantomeno ridicole le parole della rappresentante della lista Doria, gia’ presidente della commissione Pari Oppurtunita’ (???): “la teoria gender non esiste. Il termine e’ stato coniato da frange estremiste dell’area cattolica e di destra per difendere una serie di bugie e impedire che si faccia educazione sentimentale a scuola. 
Educazione sentimentale che significa che un bambino che piange non e’ una femminuccia, una bambina che gioca a calcio non e’ un maschiaccio.”
Ora, per me, la scuola dovrebbe essere in grado di insegnare Italiano, Matematica, Geografia, Storia e Scienze, e mi sembra che risulti gia’ difficile (in alcuni casi impossibile) insegnare le basi di queste materie che sono fondamentali per la crescita culturale della persona, arrivare a pensare che degli insegnanti (in grande parte inadeguati a svolgere il loro lavoro primario) possano anche insegnare “educazione sentimentale” mi sembra una delle piu’ grandi boiate “politically correct” di questo secolo.
La lista Doria dovrebbe pensare a governare bene la citta’ di Genova piuttosto che straparlare di sciocchezze tipiche di un settarismo politico che speravamo fosse finito da qualche anno.

Due figl is megl che one

Svolta epocale in Cina, dopo 36 anni cambia la politica della natalita’ e viene abolito il limite di un figlio per coppia.
Quella che sembra una decisione di buon senso mette fine a un vero e proprio genocidio in cui le vittime sono stati i bambini (e soprattutto le bambine) mai nati o, peggio, uccisi subito dopo la nascita.
In questi 36 anni, infatti, in Cina si sono effettuati circa 400 milioni di aborti (fino al limite di donne fatte abortire in prossimita’ del nono mese di gravidanza…) e circa 196 milioni di adulti sono stati sottoposti a sterilizzazione.
Alcune ONG sostengono anche che i feti abortiti siano stati “riciclati” estraendone collagene utilizzato poi nell’industria cosmetica.
In aggiunta a cio’, specie nelle campagne, per anni e’ stata tollerata la morte di bambine appena nate lasciate morire in quanto per i contadini era preferibile avere un figlio maschio, maggiormente in grado di aiutare nel lavoro dei campi. Questo tipo di comportamento ha portato a uno sbilanciamento nella composizione della popolazione che attualmente conta alcune decine di milioni di maschi in piu’ rispetto alle femmine, e quindi al tentativo di questi ultimi anni di “importare” donne da altri paesi per rimpolpare la categoria “donne da marito”, insomma una sorta di ratto delle Sabine del terzo millennio.
E pensare che qualche anno fa’ a un premier che disse che in Cina usavano i feti per concimare la terra fu risposto con un coro di dileggio da parte di tutta l’intellighenzia sinceramente democratica del nostro bel Paese…

Prego, si accomodi…

Sul caso del pensionato cecchino di Vaprio d’Adda ognuno ha la sua opinione e la sua ricetta magica per debellare i furti e convertire i ladri in angeli (del focolare). Sulle storture della giustizia nel campo della legittima difesa credo che nessuno possa aver dubbi. Per chi ne avesse ci tengo a riportare tre storie esemplari:
Un barista, svegliato dall’allarme a protezione del suo locale, imbraccia il fucile e cerca di sparare alle gomme dell’auto dei malviventi, che scappano sani e salvi. Risultato ? Denuncia penale e rischio di ammenda.
Secondo caso: una persona gia’ vittima di altri due furti, al terzo tentativo prende la pistola e spara in aria, mettendo in fuga i ladri. Anche per lui denuncia e sequestro della pistola.
Terzo e ultimo: settantenne in provincia di Padova viene svegliato nella notte da rumori sospetti, imbraccia il fucile e spara in aria mettendo in fuga due ladri. Come al solito denuncia, multa e sequestro dell’arma.
Si arrivera’ a istituire l’obbligo di un “the’ caldo” per ristorare i topi di appartamento durante le fredde nottate invernali…

Assenza o uso di piazza ?

Diventa facile adesso scagliarsi (come faceva qualcuno degli indagati) sull’assenteismo dei dipendenti comunali di Sanremo.
E’ semplice fare i puri e gli Stakanov a gettone quando poi si razzola come (se non peggio) i timbratori abusivi.
Il problema non sono quattro sfigati che facevano quello che gli era permesso, consentito e tacitamente approvato da chi gestiva gli uffici e i servizi che avrebbero dovuto fornire alla cittadinanza.
Il problema e’ che in Italia nel corso di tutto il 2013 sono stati licenziate 99 persone per assenteismo a fronte di un organico di 3 milioni e 300 mila, quindi uno su 33 mila.
Il problema e’ che il famoso caso dei vigili da veglione di Roma si e’ sgonfiato senza che nessuno di questi mascalzoni sia stato licenziato.
Il problema e’ che 8 dei 43 sospesi a Sanremo avevano ottenuto l’anno prima un premio in busta paga.
Il problema e’ che il segretario comunale giustifica i premi con queste parole: “Non si tratta di premi di produzione, ma di premi che erano stati concessi in relazione alle mansioni attribuite, non ai risultati ottenuti”, insomma un premio che non e’ un premio…
Il problema e’ che anche quando i premi sono elargiti sulla base di obiettivi raggiunti succede come nella “rossa” Toscana dove il traguardo da raggiungere era ridurre del 5% il consumo annuale di carta.
Il problema sono anche i colleghi dei dipendenti comunali timbratori in mutande o canottieri durante l’orario d’ufficio che assistevano a tutte queste schifezze senza proferire verbo…

Sanita’ o bancomat ?

E’ uscito da poco il rapporto dell’agenzia per i servizi regionali (Agenas) sulle spese sanitarie delle varie regioni.
Da una prima analisi si puo’ notare come il record del disavanzo spetta alla regione Lazio (707 milioni) tallonata a buona distanza dalla Campania (506) mentre delle quattordici regioni prese in esame ben otto risultano con deficit piu’ o meno pesante.
Da notare come la Lombardia, indicata come culla del malaffare dalle recenti (e meno recenti) indagini giudiziare, risulta avere un avanzo di bilancio, oltre a garantire un servizio ai propri cittadini (e non solo) al di sopra della media nazionale.
Altro aspetto interessante e’ l’analisi comparata dei vari nosocomi da cui si scopre, per esempio, che a parita’ di posti letto il San Camillo di Roma ha 4148 dipendenti (11% amministrativi contro un limite di legge del 7%) mentre gli Ospedali Riuniti di Ancona ne ha 3461, non solo, le spese per i servizi non sanitari a Roma ammontano a 80 milioni di euro mentre ad Ancona riescono a fornire gli stessi servizi spendendo quasi la meta’ cioe’ 45 milioni. La differenza e’ che il San Camillo ha il record del maggior disavanzo (158 milioni) mentre l’ospedale di Ancona ha un piccolo avanzo di gestione…
Essendo la gestione sanitaria una responsabilita’ regionale e’ interessante far notare come le regioni meno virtuose siano principalmente gestite da “sinceramente democratici”: Piemonte, Liguria (ultimi 10 anni il ras Burlando), Toscana (da sempre feudo “rosso”), Lazio e Campania.
Insomma sembra che i “compagni” abbiano spesso scambiato le ASL per bancomat o stipendifici per gli amici degli amici…

Chi di scontrini ferisce…

La discussione sulle spese “allegre” di Marino a Roma ha effettivamente stancato, e suona anche abbastanza strano che un sindaco venga sfiduciato per la cresta sulle cene piuttosto che per la sua (palese) incompetenza.
Cio’ detto suona ancora piu’ particolare che a perseguitare il marziano Marino sulle spese pazze sia un premier come Renzi e un partito come il PD che dovrebbe guardare prima alla trave nel suo occhio piuttosto che alla pagliuzza nell’occhio altrui.
A proposito di Renzi si sa gia’ quasi tutto, e sia i giornali che la Corte dei Conti si sono interessati alle sue prodezze come presidente della provincia di Firenze.
Agli onori della cronaca ultimamente e’ balzata anche la simpatica (forse ai famigliari) Serracchiani, gia’ presidente del Friuli Venezia Giulia fantasma (sembra che si veda raramente in Regione) e vicesegretario del partito di Governo.
La maestrina Debora si vanta di essere trasparente per quello che riguarda le spese di missione rimborsate dalla sua regione, peccato che sul sito della stessa sia disponibile solo il totale delle spese sostenute e non il dettaglio.
Anche dal totale comunque si possono desumere un paio di cose. Per esempio confrontando le cifre spese dalla Serracchiani rispetto a quelle degli altri governatori si nota come siano in media quasi il doppio. A fronte di 18mila euro spesi dalla regione Friuli in sei mesi del 2014 il Veneto di Zaia ne ha speso 6 mila (quindi praticamente un terzo), la Lombardia di Maroni 22mila (pero’in 8 mesi), il Piemonte di Chiamparino 20 mila (anche lui in 8 mesi). Ma dove il confronto si fa impietoso e sul consutivo 2014 Friuli 42 mila, Veneto 18 mila, Lombardia 21 mila e il Piemonte 20 mila.
Dall’entourange della governatrice si giustificano dicendo che i voli da Trieste costano piu’ che da Milano… Peggio la toppa del buco ?

Populismo col culo degli altri…

Non si puo’ che essere d’accordo con il ricorso di De Lorenzo e altri contro la revoca del vitalizio per i condannati.
Che sia uno scandalo che uno come De Lorenzo (e altri) da 21 anni percepisca 4000 euro al mese di vitalizio e’ pacifico, altro e’ la cancellazione di un diritto stabilito per legge (per quanto iniqua) a distanza di 4 lustri. 
Il patto tra cittadini e Stato si basa anche sul concetto di irretroattivita’ della legge per cui le norme dovrebbero valere dalla data in cui vengono approvate e rese pubbliche, non da quando viene meglio al populista demagogo di turno.

Riforme stile Gattopardo

Come diceva Orwell tutti gli animali sono uguali, alcuni sono piu’ uguali di altri. A riprova di cio’ viene la riforma (?) del Senato che annulla le retribuzioni (in teoria) per i senatori ma mantiene in tutto e per tutto in vigore il trattamento economico, e non solo, per i senatori a vita.
In poche parole Napolitano, Ciampi e, tra qualche anno, Mattarella hanno e avranno diritto a:
  • Stipendio e prebende varie per circa 15,000 euro netti mensili
  • Ufficio di rappresentanza di (almeno) 100 metri quadri nel centro di Roma
  • Uno staff pletorico composta da: segretaria, consigliere, guardarobiere, portavoce, assistente, capo ufficio, tre funzionari, due addetti ai lavori esecutivi, due addetti ai lavori ausiliari e un consigliere diplomatico (o militare a scelta…)
  • Personale del Quirinale dedicato alla cura degli ex Capi dello Stato: un dipendente del segretario generale, un guardarobiere e un addetto alla persona presso l’abitazione privata del Senatore a vita
  • Auto blu completa di autista
  • Adeguata scorta
  • Telefono cellulare o satellitare
  • Fax
  • Connessione urbana protetta
  • Una linea telefonica protetta per il collegamento diretto con il centralino del Quirinale, una con la batteria del Ministero dell’Interno e un’altra con gli uffici dei Servizi di Sicurezza del Viminale
Insomma forse si potevano ottenere gli stessi risultati abolendo solo i Senatori a vita invece che tutto il Senato…