E’ uscito da poco il rapporto dell’agenzia per i servizi regionali (Agenas) sulle spese sanitarie delle varie regioni.
Da una prima analisi si puo’ notare come il record del disavanzo spetta alla regione Lazio (707 milioni) tallonata a buona distanza dalla Campania (506) mentre delle quattordici regioni prese in esame ben otto risultano con deficit piu’ o meno pesante.
Da notare come la Lombardia, indicata come culla del malaffare dalle recenti (e meno recenti) indagini giudiziare, risulta avere un avanzo di bilancio, oltre a garantire un servizio ai propri cittadini (e non solo) al di sopra della media nazionale.
Altro aspetto interessante e’ l’analisi comparata dei vari nosocomi da cui si scopre, per esempio, che a parita’ di posti letto il San Camillo di Roma ha 4148 dipendenti (11% amministrativi contro un limite di legge del 7%) mentre gli Ospedali Riuniti di Ancona ne ha 3461, non solo, le spese per i servizi non sanitari a Roma ammontano a 80 milioni di euro mentre ad Ancona riescono a fornire gli stessi servizi spendendo quasi la meta’ cioe’ 45 milioni. La differenza e’ che il San Camillo ha il record del maggior disavanzo (158 milioni) mentre l’ospedale di Ancona ha un piccolo avanzo di gestione…
Essendo la gestione sanitaria una responsabilita’ regionale e’ interessante far notare come le regioni meno virtuose siano principalmente gestite da “sinceramente democratici”: Piemonte, Liguria (ultimi 10 anni il ras Burlando), Toscana (da sempre feudo “rosso”), Lazio e Campania.
Insomma sembra che i “compagni” abbiano spesso scambiato le ASL per bancomat o stipendifici per gli amici degli amici…

