Illuminante intervento di Gian Carlo (non Caterina) Caselli su Il Fatto Quotidiano di Sabato scorso.
Secondo il canuto ex procuratore capo la soluzione migliore per ridurre e “azzerare in due / tre anni” il terribile arretrato dei tribunali italiani e’ abolire il secondo grado di giudizio.
Il tutto con il solito tono oracolare che contraddistingue gli interventi di questo ex pubblico accusatore.
Quindi secondo Caselli Enzo Tortora (e i tanti condannati in primo grado e assolti in appello) si sarebbe dovuto rassegnare a stare in galera da innocente solo per evitare che i processi durino degli anni e spesso si concludano in un nulla di fatto dal punto giudiziario dopo anni e anni di “sputtanamento” pubblico.
Quindi meglio un innocente in galera che una gestione oculata e una maggiore produttivita’ dei magistrati che, come dimostrato numerose volte, perdono anni e anni in processi mediatici quando non con finalita’ politica ma che raramente, alla prova dei fatti, danno dei risultati in termini di condanne.
La lista sarebbe lunghissima e parte dai numerosi processi contro il nemico pubblico numero uno (al secolo Silvio Berlusconi) fino al processo Andreotti e a tanti altri che si sono conclusi con giudizi politico / sociologici piu’ che con condanne in punta di diritto.

