(A)moralita’ culturale

Qualche anno fa scoppio’ il caso del premio Grinzane Cavour, si scopri’ che il suo organizzatore (padre padrone) Giuliano Soria aveva fatto un uso quantomeno spregiudicato dei copiosi fondi pervenuti per la kermesse culturale.
Insieme alla malversazione vennero fuori anche i soliti dettagli pruriginosi, nonché un certo approccio “padronale” nei confronti dei suoi collaboratori, a nessuno pero’ venne in mente di approfondire il caso, né tantomeno di controllare in che modo venissero spesi i soldi.
Il buon Soria nel frattempo e’ stato condannato per l’uso disinvolto dei fondi ed e’ scomparso nell’anonimato, tutto questo fino a pochi giorni fa, quando il buon Soria ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, svelando nomi e circostanze di alcuni beneficiati dalla sua generosita’.
E nell’elenco c’e’ il meglio dell’intellighenzia modello gauche caviar.
Si parte dal fustigatore anti berlusconiano Corrado Augias che Soria definisce: “il piu’ vorace e assillante nei pagamenti in nero” per passare ad Alain Elkan definito “patetico” per aver usufruito di un viaggio a New York da 13mila euro (ovviamente a spese del Premio) finendo con la pasionaria anticav Isabella Ferrari, anche lei, a quanto pare, destinataria di un cospicuo compenso esentasse…
Ultimo ma non ultimo il capitolo dei politici: oltre a Mercedes Bresso e a suo marito (destinatari di regali di un certo valore) spunta anche un presunto contributo irregolare di 25mila euro a Chiamparino, curioso che proprio tre politici (ovviamente “sinceramente democratici”) che hanno fatto della legalita’ il loro segno distintivo siano coinvolti in queste beghe… Segno dei tempi ?

Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri

Il Movimento 5 Stelle si e’ presentato fin dall’inizio come il nuovo, i duri e puri pronti a premiare il merito e non la vecchia nomenklatura, pronti a tagliare gli sprechi e a investire sul “sociale” in favore della gggente.
Peccato che poi alle parole raramente seguano i fatti. In questa dicotomia brilla il nuovo sindaco di Livorno che, dopo aver impiegato mesi a formare la giunta (non lesinando figure barbine) decide di tagliare le spese sociali.
Meno fondi a Caritas, Arci, Casa delle donne e cooperative sociali di detenuti. La ragione ? I soliti evergreen tagli dello Stato centrale !!!
Peccato che mentre con una mano vengono tagliati i contributi a queste associazioni, con l’altra venga finanziato l'”Emporio solidale”, attivita’ sicuramente degnissima, e chi pensa che sia stato finanziato solo perché presentato da un paio di attivisti 5 stelle e’ sicuramente un malpensante…
Ultimo ma non ultimo: ma se vogliamo accogliere tutti e dare a tutti una vita degna e dignitosa possiamo allo stesso tempo togliere i fondi a chi aiuta chi non ce la fa ?
Per Nogarin evidentemente si…

Bruti Sporchi e cattivi

 
Giornalmente si legge sui giornali di spese “pazze” di questo o quel politico. Niente di nuovo o di particolarmente originale, quello che nessuno ricorda e’ un caso di oltre 30 anni fa che, secondo me, fa capire meglio la natura dell’Italico pubblico ufficiale.
Nel 1983 infatti il giudice istruttore Renato Squillante (noto per i casini in cui fini’ anni dopo per la sua “amicizia” con Previti) indago’ i membri del CSM dell’epoca per 6 milioni di lire di rimborsi per spese considerate non giustificate.
Tra le altre spese rimborsate si potevano trovare tramezzini, caffe’, un panettone regalato al vigile urbano, la mancia al personale di servizio per le feste di Natale oltre a viaggi e pranzi non meglio definiti…
Ovviamente nella migliore tradizione del “cane non mangia cane” l’indagine fu archiviata, con contorno di polemiche, perché “cosi’ fan tutti…”.
Da notare che del CSM all’epoca facevano parte i “moralizzatori” Bruti Liberati, Vladimiro Zagrebelsky e Mario Cicala, tutti personaggi che a distanza di qualche lustro si sono erti a giudici della morale (degli altri…).
 
 

Chi lo conosce…

 
Anche per il prossimo Presidente della Repubblica, come in uso in tutte le elezioni (comprese quelle di condominio), salta fuori il nome del prode Romano Prodi.
Ovviamente noi qualunkuisti non possiamo che ricordare le peripezie di questo economista (?) buono per tutte le stagioni.
Il giovane Prodi balza agli onori della cronaca come assistente di Andreatta all’Universita’ di Bologna e diventa in breve professore ordinario presso l’Universita’ di Trento, piccolo particolare il rettore a Trento e’ il fratello… direi un buon inizio che certifica il valore della meritocrazia che ha contraddistinto tutta la vita professionale del “professore”.
Da notare che, una volta passato all’Universita’ di Bologna, occupera’ la cattedra fino al 1999 nonostante gli altri, gravosi, impegni avuti nel frattempo…
Il primo incarico Ministeriale dell’integerrimo Prodi e’ in uno dei tanti governi Andreotti (precisamente nel 1978) insomma il diavolo (Zio Giulio) e l’acqua santa (Romano nostro).
Ma dove ha dato il meglio di se e’ sicuramente nella decennale presidenza dell’IRI, in questo periodo si ricordano con piacere il “regalo” Alfa Romeo alla Fiat, il tentativo di regalare la SME all’amico De Benedetti, e la strana storia delle consulenze.
Il “vorace” professore, infatti, non contento di presiedere l’IRI e di essere professore ordinario a Bologna, nello stesso periodo lavoro’ anche per Goldman Sachs, General Electric e Unilever. Particolarmente “scivoloso” e degno di attenzione fu il suo rapporto con Unilever a cui l’IRI vendette il gruppo Cirio – Bertolli – De Rica mentre il simpatico Romano era Presidente IRI e contemporaneamente Advisory Director di Unilever… L’inchiesta della magistratura si risolse con un non luogo a procedere anche grazie alla riforma del reato di abuso d’ufficio proposta e votata dall’Ulivo (misteri delle leggi ad personam…).
Sempre nello stesso periodo mentre presiedeva la massima carica dell’IRI il buon, placido, Romano dirigeva anche l’istituto di ricerca Nomisma a cui l’IRI commissionava con una certa frequenza delle consulenze lautamente retribuite… Anche qui nulla di male (almeno per la magistratura Italiota).
Per inquadrare il personaggio si potrebbe narrare della famosa “seduta spiritica” durante il sequestro Moro (favoletta raccontata per coprire un’informazione ricevuta in ambito “zona grigia”), dell’affare Telekom Serbia (pessimo affare con cui come minimo si e’ finanziato un personaggino come Milosevic), il supposto rapporto amichevole con ambienti del KGB durante il periodo della “guerra fredda” oppure il sicuro rapporto con il “bravo compagno” Nazarbaev che a colpi di rublo si e’ garantito la simpatia del rinomato economista (?) Reggiano.
Direi che ragioni per sperare di non avere questo boiardo di stato, amico degli amici, falso buonista a capo dello Stato Italiano ce ne sono abbastanza… o no ?

Musica Maestro

Con cadenza regolare si parla di Enti Lirici e della loro crisi senza fine, degli scioperi delle maestranze e delle proteste all’apertura della stagione.
Leggendo un vecchio numero de L’Espresso mi e’ caduto l’occhio su una serie di “prebende” che nel corso degli anni gli orchestrali (ma non solo) sono riusciti ad ottenere tramite i loro sindacati:
Concerto oppure no ?: nel caso in cui l’orchestrale lavori ad un’opera della durata di 4/5 ore ha diritto alla remunerazione completa. Giusto. Se della stessa opera suona solo una selezione della stessa opera, diciamo per un’ora di durata, prende lo stesso compenso…
Indennita’ frac: per l’abbigliamento necessario
Indennita’ umidita’: per i concerti all’aperto
Indennita’ video: se il concerto viene ripreso
Indennita’ giubba (per i coristi): nel caso in cui debbano vestirsi con i costumi di scena (ovviamente non di loro proprieta’…)
Indennita’ frac o abito da sera (per i coristi): doppia paga nel caso in cui debbano vestire il frac o l’abito da sera
Indennita’ scenica: nel caso in cui ai coristi sia richiesto un movimento di scena, anche solo muovere la testa a tempo…
Indennita’ di lingua: nel caso in cui i coristi debbano cantare nella lingua originale dell’opera
Indennita’ arma: sempre per i coristi nel debbano imbracciare armi di scena
E ce n’e’ anche per i ballerini: nel caso in cui il palcoscenico sia inclinato per ragioni narrative hanno diritto a una gratifica speciale.
Sara’ mica che i politici non sono l’unica casta in Italia ?

Cofferati (ovvero il moralista della domenica)

E’ di oggi la conferenza stampa di Sergio Cofferati (detto il Cinese) che nel migliore stile da calcio in piazzetta ha deciso di portarsi via il pallone visto che non lo fanno giocare come vuole lui.
Non sembra si siano registrati gesti inconsulti dei suoi fan, anzi pare che buona parte del suo partito abbia tirato un sospiro di sollievo, invitando anzi l’esimio (?) collega a lasciare anche il ben remunerato seggio di Strasburgo conquistato anche (se non soprattutto) grazie alla struttura del partito che adesso abbandona con sdegno.
E a questo punto sorge spontaneo un ricordo: ma non fu lo stesso Cofferati che abbandono’ il ruolo di sindaco di Bologna perche’ voleva avvicinarsi al figlio appena avuto da una signora Genovese ? Ottima intenzione e grande sacrificio, peccato che dopo poche settimane il simpatico (?) ex sindacalista si candido’ e venne eletto all’Europarlamento…
Direi che i casi sono tre:
1) Si tratta di omonimia
2) Non conosce le basi della geografia
3) E’ uno squallido furbetto che crede di prenderci per i fondelli e che tutto gli sia permesso
Ai posteri l’ardua sentenza…
PS
Tralasciamo per carita’ di patria le invettive che scaglio’ da leader CGIL contro il giuslavorista Marco Biagi, salvo poi fare il “pesce in barile” dopo l’omicidio del povero professore Bolognese 

Vive la liberte’ (col culo degli altri…)

La strage della scorsa settimana a Parigi ha riportato in voga il dibattito sul diritto di satira e sui limiti che bisogna porre a questo genere di “umorismo”.
Ovviamente sull’onda dell’entusiasmo   giornalisti, politici e opinion leader variegati hanno fatto a gara per sostenere l’insindacabilita’ e la “sacralita'” della satira.
Peccato pero’ che poi la realta’ sia diversa, e’ notizia di oggi che, proprio in Francia, il comico Dieudonne’ e’ stato arrestato per un post (di cattivo gusto) pubblicato sul suo profilo Facebook. Quindi ? Il limite della satira e’ il buon gusto ? E chi lo decide ?
Qualche giorno fa, in Italia, un politico leghista e’ stato condannato a un anno e tre mesi (piu’ 150 mila euro di risarcimento danni) per aver messo la testa di un orango sul corpo della Kyenge, anche qui, cattivo gusto sicuro, ma e’ molto diverso dal raffigurate un Papa truccato come un trans o un ex Presidente del Consiglio con le fattezze di un maialino ?
E che dire, per tornare indietro nel tempo, alla causa intimidatoria del “perdente di successo” D’Alema nei confronti di Forattini ? In quel caso il vignettista si salvo’ con una pubblica abiura in puro stile mullah o tribunale dell’inquisizione…

A proposito di Roma

Interessante il dibattito che e’ esploso a seguito dell’indagine (in gran parte a mezzo stampa come al solito…) sulle infiltrazioni criminale al comune di Roma.
Come sempre la solerte stampa demmmocratttica ha scoperto il colpevole, il disastro della capitale e’ dovuto al perfido Alemanno, dopo 15 anni di oculata amministrazione ‘de sinistra, sono bastati 5 anni del novello Nerone per portare una citta’ modello allo sfascio…
Poco importa che uno dei principali accusati dell’operazione Mafia Capitale sia tale Luca Odevaine, cioe’ il vice capo gabinetto del sindaco Mecenate Veltroni, e che l’attuale primo cittadino illuminato ha finanziato la sua campagna elettorale con i soldi di una cooperativa finanziata dal comune stesso e “gestita” da Salvatore Buzzi, uno dei principali protagonisti di questa triste pagina.
Altro aspetto curioso (taciuto da quasi tutti i quotidiani) e’ il rapporto della gang con i giornalisti stessi, giusto un paio di stralci delle intercettazioni per meglio capire:
Odevaine: “sai che devi fa ! devi andare da Goffredo (Bettini ndq) e dire che si chiamasse Peppino, come cazzo si chiama il caporedattore di Repubblica, e quello ubbidisce a Goffredo, se glielo chiedera’…”
Buzzi: “Sul Tempo ?”
Odevaine: “Conosco il direttore, se e’ ancora lui”
E poi via ad andare con confidenze e contatti con Report (i duri e puri…), La Notizia e Il Messaggero.
Che dire ? Meno male che c’e’ Alemagno, fermato lui risolti tutti i problemi di Roma… o no ?

Un libro totalmente inutile

Ci fosse stata la possibilita’ di votare zero l’avrei fatto con grande soddisfazione.
Una pura operazione commerciale che nulla aggiunge allo sviluppo della storia e dei personaggi, in sostanza un riassunto dei libri precedenti (alcuni di qualita’ non eccelsa gia’ in originale) e poco altro.
I difetti sono quelli di sempre, personaggi tagliati con l’accetta come in un western anni 50, trama totalmente inesistente, ideologia sparsa a piene mani, insomma il classico libro scritto da chi ha il cuore a sinistra ma il portafoglio a destra.
Uno degli apici del non senso e’ questo scambio di battute tra i due personaggi:
“(..) la famosa P38 dei cosidetti anni di piombo”
“Che brutta espressione: anni di piombo.”
“Brutta ma efficace per mistificare quello che sono stati davvero.”
“Hai ragione: se guardiamo al benessere diffuso, alla redistribuzione del reddito e alle garanzie sociali, sono stati un periodo felice per l’Italia.”
“Io direi il momento piu’ alto toccato dalla civilta’ europea nella storia dell’uomo. I veri anni di piombo sono quelli che viviamo oggi”
Che altro aggiungere ? Avete mai letto tante sciocchezze condensate in cosi’ poco spazio ?

Mi dispiace per i fan di Bacci Pagano e del suo scrittore ma questo libro e’ una vera e propria presa in giro.

Giustizia e strabismo

Sono di ieri due sentenze a loro modo rivoluzionarie.
Da una parte un tribunale ha sancito come il non prevedere un terremoto non puo’ essere considerata una colpa (pensa un po’…) mentre un altro collegio giudicante, quasi alla stessa ora, stabiliva come il martire dell’anticamorra Saviano non sia stato minacciato dai camorristi ma da un avvocato (probabilmente di essere ucciso a colpi di carta bollata…).
In un paese normale ci sarebbe da chiedersi come sia stato possibile che i componenti della commissione grandi rischi siano stati condannati in primo grado per non essere stati in grado (come un Otelma qualsiasi) di prevedere che dopo una settimana si sarebbe verificato un terremoto devastante, in Italia invece scoppia la bagarre alla lettura della (logica) sentenza di assoluzione di secondo grado e ci sono addirittura giornalisti (e giornali) che soffiano sulla polemica, tirando in ballo il grande burattinaio Berlusconi, essendo lui il maggior beneficiario del terremoto e della successiva visibilita’ mediatica… ci sarebbe da chiamare un’ambulanza…
Ancora piu’ ridicoli i cantori del novello Sciascia: dopo una sentenza sgangherata, che assolve i camorristi ma condanna uno dei loro avvocati (alla faccia del diritto alla difesa…) c’e’ addirittura chi sostiene che la sentenza certifichi le minacce della camorra, tralasciando il fatto che i due camorristi imputati sono stati assolti per “non aver commesso il fatto”. Ultimo ma non ultimo, proprio a partire da queste presunte (inesistenti per il tribunale di Napoli) minacce Saviano inizio’ a diventare un simbolo, gli venne garantita una scorta ed inizio’ ad avere la visibilita’ mediatica che gli garantisce ancora oggi soldi e fama che con le sole sue capacita’ (di scopiazzatore) non avrebbe sicuramente avuto.