Bruti Sporchi e cattivi

 
Giornalmente si legge sui giornali di spese “pazze” di questo o quel politico. Niente di nuovo o di particolarmente originale, quello che nessuno ricorda e’ un caso di oltre 30 anni fa che, secondo me, fa capire meglio la natura dell’Italico pubblico ufficiale.
Nel 1983 infatti il giudice istruttore Renato Squillante (noto per i casini in cui fini’ anni dopo per la sua “amicizia” con Previti) indago’ i membri del CSM dell’epoca per 6 milioni di lire di rimborsi per spese considerate non giustificate.
Tra le altre spese rimborsate si potevano trovare tramezzini, caffe’, un panettone regalato al vigile urbano, la mancia al personale di servizio per le feste di Natale oltre a viaggi e pranzi non meglio definiti…
Ovviamente nella migliore tradizione del “cane non mangia cane” l’indagine fu archiviata, con contorno di polemiche, perché “cosi’ fan tutti…”.
Da notare che del CSM all’epoca facevano parte i “moralizzatori” Bruti Liberati, Vladimiro Zagrebelsky e Mario Cicala, tutti personaggi che a distanza di qualche lustro si sono erti a giudici della morale (degli altri…).
 
 

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