Sono di ieri due sentenze a loro modo rivoluzionarie.
Da una parte un tribunale ha sancito come il non prevedere un terremoto non puo’ essere considerata una colpa (pensa un po’…) mentre un altro collegio giudicante, quasi alla stessa ora, stabiliva come il martire dell’anticamorra Saviano non sia stato minacciato dai camorristi ma da un avvocato (probabilmente di essere ucciso a colpi di carta bollata…).
In un paese normale ci sarebbe da chiedersi come sia stato possibile che i componenti della commissione grandi rischi siano stati condannati in primo grado per non essere stati in grado (come un Otelma qualsiasi) di prevedere che dopo una settimana si sarebbe verificato un terremoto devastante, in Italia invece scoppia la bagarre alla lettura della (logica) sentenza di assoluzione di secondo grado e ci sono addirittura giornalisti (e giornali) che soffiano sulla polemica, tirando in ballo il grande burattinaio Berlusconi, essendo lui il maggior beneficiario del terremoto e della successiva visibilita’ mediatica… ci sarebbe da chiamare un’ambulanza…
Ancora piu’ ridicoli i cantori del novello Sciascia: dopo una sentenza sgangherata, che assolve i camorristi ma condanna uno dei loro avvocati (alla faccia del diritto alla difesa…) c’e’ addirittura chi sostiene che la sentenza certifichi le minacce della camorra, tralasciando il fatto che i due camorristi imputati sono stati assolti per “non aver commesso il fatto”. Ultimo ma non ultimo, proprio a partire da queste presunte (inesistenti per il tribunale di Napoli) minacce Saviano inizio’ a diventare un simbolo, gli venne garantita una scorta ed inizio’ ad avere la visibilita’ mediatica che gli garantisce ancora oggi soldi e fama che con le sole sue capacita’ (di scopiazzatore) non avrebbe sicuramente avuto.

