Una volte le colpe dei padri non dovevano ricadere sui figli, adesso le colpe dei cognati hanno improvvisamente assunto la proprietà transitiva.
Una volta una campagna giornalistica su un politico che “regalò” una casa a Montecarlo al proprio cognato era considerata “macchina del fango”, adesso le strampalate dichiarazioni di una psicoterapeuta vengono considerate “inchiesta”.
Cambiano i tempi o conta la carta su cui certe notizie vengono riportate ?
Value for money
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25000 euro in 5 anni di spese sanitarie, a cui si sommano 1500 euro annui per l’eventuale “depressoterapia”, 1000 euro per pagare infermiere private in caso di bisogno (estendibile anche ai genitori), 600 euro per le scarpe ortopediche e 5000 per la psicoterapia. Tutto questo mentre tutti i Governi di qualsiasi parte politica hanno brillato negli anni per il taglio della sanità pubblica.
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3503 euro al mese di diaria forfettaria per chi viene da fuori Roma.
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3690 euro sempre mensili quale rimborso per “mantenere il rapporto tra eletto ed elettori”.
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1200 euro annui per rimborso spese telefoniche per chi ricopre una carica all’interno del Parlamento (questori, membri del consiglio di presidenza, presidenti di commissione, etc.) a cui si sommano altri 1500 euro per acquisto di computer o tablet.
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Trasporti gratis su autostrade, treni e aerei (ovviamente in prima classe), più tra i 3300 e i 4000 euro di rimborso per il trasferimento casa / aeroporto calcolato sulla base della distanza dal luogo di residenza.
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Sconti riservati solo a loro per l’acquisto di una macchina o anche semplicemente per i parcheggi nei principali aeroporti italiani.
Intellettuali a gettone
Letteratura per immagini
I costi della democrazia
Quando la realtà cozza con la propaganda
Il più bel libro su Bacci Pagano (almeno per me)
Ho approcciato il libro con la paura di una nuova delusione e invece devo fortunatamente ammettere che l’ultima fatica letteraria di Bruno Morchio è forse il miglior episodio del suo investigatore dei vicoli.
Lo stile è come al solito ben bilanciato tra descrizioni poco pedanti e dialoghi asciutti e ficcanti, ma quello che mi ha più soddisfatto di questa nuova fatica del dott. Morchio è la trama e, ancor più, la caratterizzazione dei personaggi.
Dopo aver cosparso i precedenti episodi di macchiette poco credibili, in questo romanzo l’autore presenta dei personaggi sfaccettati, lontani dagli stereotipi e capaci di stupire il lettore. In questo senso hanno giovato alla trama l’accantonamento totale o parziale dell’avvocato Aliprandi, della colf nubiana e dell’insopportabile figlia Aglaja, a proposito perché non Maria ? E se proprio deve essere un esempio della “bella gioventù” perché non farla laureare prima dei 26 anni ?
Il protagonista principale ha raggiunto uno stato di disinganno e finto cinismo che ricorda il Maigret di Simenon portato sugli schermi da Gino Cervi e finalmente anche il buon Pertusiello, tolto dalla questura e spostato su una spiaggia assolata, rappresenta una bella figura di controcanto alle elucubrazioni di un Pagano forse più stanco ma sicuramente meno stancante.
In sostanza un gran bel romanzo, un ottimo punto di partenza per chi volesse entrare nel mondo dei “gialli al pesto”.
Devastazione individuale
Cinquestelle poco brillanti
Intanto bisogna notare che la città più popolosa attualmente amministrata dal M5S è Parma con circa 200 mila abitanti, seconda è Livorno con 160 mila poi Gela con meno di 80 mila e una serie di centri minori.
C’è da dire che nell’insieme i seguaci di Grillo non brillano per efficienza amministrativa, in particolare:
Parma: il sindaco Pizzarotti eletto con la promessa di non procedere con la costruzione del termovalorizzatore, non ha mantenuto l’impegno, ciò nonostante a parere dei cittadini sta ben amministrando la città, peccato che i capataz grillini la pensino in modo diverso, tanto da minacciarlo di espulsione non per l’avviso di garanzia ricevuto per abuso d’ufficio ma per non aver comunicato al “direttorio” la ricezione dello stesso.
Livorno: il sindaco Nogarin è indagato per bancarotta fraudolenta per la gestione della locale azienda di gestione dei rifiuti e ha perso 4 membri della sua maggioranza che ormai ha un solo voto di margine.
Gela: il sindaco Messinese è stato espulso dal movimento per aver revocato le deleghe a tre assessori grillini.
Ragusa: anche qui contrasti con un assessore e triste “balletto” sulla Tasi prima tolta e poi rimessa dopo un anno.
Pomezia: il sindaco Fucci ha prorogato la concessione della gestione rifiuti a una cooperativa vicina al protagonista di mafia capitale Buzzi, anche lui ha “nascosto” ai boss del partito un avviso di garanzia.
Bagheria: sindaco e un assessore vivono in case abusive, l’assessore si è dimesso il sindaco rimane in carica.
Quarto: caso assurto agli onori della cronaca per il sindaco espulso per vari problemi legati anche in questo caso a case condonate e altri piccoli casini locali.
Mira: il sindaco Maniero è a giudizio per un ragazzo rimasto paralizzato a causa di un incidente nella piscina comunale che non rispettava le norme antinfortunistiche.
Porto Torres: uno dei casi stile “asilo Mariuccia” che popolano il M5S, il sindaco ha espulso la capogruppo grillina in quanto fidanzata con un giornalista “nemico”.
Sarego: in puro stile five stars il sindaco aveva promesso di rimettere ogni anno il mandato per ottenere una conferma da parte dei cittadini, ovviamente una volta eletto si è guardato bene dal farlo.
Direi che ce n’è abbastanza per pensarci bene prima di affidare città di qualche milione di abitanti a questa banda di volenterosi dilettanti allo sbaraglio.
Cittadini o sudditi da spennare ?
Alla vigilia delle elezioni comunale è interessante notare una recente statistica sulle multe emesse dalle varie città.
E’ di oggi la notizia che i cittadini milanesi sono tra i più indisciplinati del globo, infatti l’anno scorso la municipalità meneghina ha incassato multe per un totale di 405 milioni di euro, cifra stranamente vicina a quanto incassato in tutto il suo territorio dal Belgio (430 milioni) che ha una popolazione di 11 milioni di abitanti e quindi un “potenziale” mercato decisamente più interessante rispetto a Milano.
Se andiamo a vedere la cifra pro capite incassata si scopre che mentre nel capoluogo lombardo si emettono multe per una cifra di 303 euro ad automobilista a Roma (che certo non brilla per i comportamenti virtuosi dei propri cittadini motorizzati) vengono irrogate sanzioni per 113 euro a testa.
A questo punto ci sarebbe da chiedersi: ma i milanesi sono davvero così spericolati alla guida o qualcuno (leggi Pisapia) ha fatto cassa alle loro spalle con sanzioni inique ?






