Value for money

 
Non sono pregiudizialmente per il nuovo conformismo anticasta e trovo che il problema maggiore della nostra classe politica non sia il costo quanto il lavoro che svolgono a fronte di remunerazioni decisamente generose.
Penso sia giusto quindi ricapitolare alcune delle più strane e forse ingiustificabili prebende che vengono riconosciuti ai nostri “onorevoli”:
  • 25000 euro in 5 anni di spese sanitarie, a cui si sommano 1500 euro annui per l’eventuale “depressoterapia”, 1000 euro per pagare infermiere private in caso di bisogno (estendibile anche ai genitori), 600 euro per le scarpe ortopediche e 5000 per la psicoterapia. Tutto questo mentre tutti i Governi di qualsiasi parte politica hanno brillato negli anni per il taglio della sanità pubblica.
  • 3503 euro al mese di diaria forfettaria per chi viene da fuori Roma.
  • 3690 euro sempre mensili quale rimborso per “mantenere il rapporto tra eletto ed elettori”.
  • 1200 euro annui per rimborso spese telefoniche per chi ricopre una carica all’interno del Parlamento (questori, membri del consiglio di presidenza, presidenti di commissione, etc.) a cui si sommano altri 1500 euro per acquisto di computer o tablet.
  • Trasporti gratis su autostrade, treni e aerei (ovviamente in prima classe), più tra i 3300 e i 4000 euro di rimborso per il trasferimento casa / aeroporto calcolato sulla base della distanza dal luogo di residenza.
  • Sconti riservati solo a loro per l’acquisto di una macchina o anche semplicemente per i parcheggi nei principali aeroporti italiani.
Ultimo ma non ultimo sembra che la tanto sbandierata riforma epocale della Costituzione, con il pastrocchio del nuovo Senato, contribuirà a ridurre le spese totali del Parlamento solo per un misero 9%.
Tutto questo a fronte di un impegno che, nella maggior parte dei casi, va dal martedì pomeriggio al giovedì mattina. Diciamo tempo decisamente ben remunerato…


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