Quando la realtà cozza con la propaganda

Quello che sta succedendo sul caso Fermo è un buon esempio di come la realtà venga spesso piegata a fini propagandistici, soprattutto da parte di chi ha pochi argomenti per sostenere le proprie tesi.
Le testimonianze e i rilievi sul cadavere del povero Emmanuel e del suo (forse) involontario uccisore hanno portato abbastanza chiaramente a definire l’accaduto: Mancini insulta la compagna di Emmanuel, questi prende un segnale stradale e colpisce l’ultras della Fermana, la moglie morde Mancini su un braccio, e questi sferra un pugno in faccia all’immigrato che cadendo colpisce con la nuca il marciapiede e muore.
Tutto abbastanza chiaro, una rissa di strada che finisce con un morto, certo il fatto che l’Italiano abbia insultato la signora dandogli della scimmia può essere sgradevole ma personalmente non ci vedo niente di diverso da tante risse che scoppiano tra persone poco dotate di intelletto per “complimenti” fuori luogo rivolti a una ragazza.
La canea che è scoppiata subito dopo è francamente insopportabile. La solita Boldrini, le solite organizzazioni che sull’assistenza agli immigrati campano, i soliti intellettuali a gettone e buona parte dell’informazione si sono scatenati in un coro unanime sull’Italia razzista, sulla necessità di aiutare la vedova e di incrementare la solidarietà di chi “scappa dalla guerra”.
Il fatto che pochi dei “migranti” scappino veramente dalla guerra, che lo sforzo che gli italiani stanno facendo per assistere queste persone non abbia uguali al mondo e che, soprattutto le fasce più deboli della società, subiscono un impatto pesantissimo dall’arrivo di questi nuovi poveri poco importa a questi benpensanti con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra.
Il fatto stesso che la magistratura abbia giustamente inquadrato gli avvenimenti come sono avvenuti poco interessa a questi aedi del politicamente corretto che, in fondo, godono dell’opportunità avuta con la morte di Emmanuel, occasione ai loro occhi irripetibile per sfoggiare il solito repertorio di frasi fatte e slogan insulsi.
Ultimo ma non ultimo è giusto citare la figlia dei due anziani uccisi a Palagonia da un immigrato clandestino (che prima di uccidere l’anziana signora pensò bene di stuprarla): “La morte dei miei genitori evidentemente non merita neanche un tweet da parte del premier Renzi e del ministro Alfano” che, a differenza del caso Fermo, si guardarono bene di dichiarare qualcosa o fornire un qualsiasi aiuto alla famiglia dei due poveri anziani massacrati.

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