Il più bel libro su Bacci Pagano (almeno per me)

Finalmente.
Ho approcciato il libro con la paura di una nuova delusione e invece devo fortunatamente ammettere che l’ultima fatica letteraria di Bruno Morchio è forse il miglior episodio del suo investigatore dei vicoli.
Lo stile è come al solito ben bilanciato tra descrizioni poco pedanti e dialoghi asciutti e ficcanti, ma quello che mi ha più soddisfatto di questa nuova fatica del dott. Morchio è la trama e, ancor più, la caratterizzazione dei personaggi.
Dopo aver cosparso i precedenti episodi di macchiette poco credibili, in questo romanzo l’autore presenta dei personaggi sfaccettati, lontani dagli stereotipi e capaci di stupire il lettore. In questo senso hanno giovato alla trama l’accantonamento totale o parziale dell’avvocato Aliprandi, della colf nubiana e dell’insopportabile figlia Aglaja, a proposito perché non Maria ? E se proprio deve essere un esempio della “bella gioventù” perché non farla laureare prima dei 26 anni ?
Il protagonista principale ha raggiunto uno stato di disinganno e finto cinismo che ricorda il Maigret di Simenon portato sugli schermi da Gino Cervi e finalmente anche il buon Pertusiello, tolto dalla questura e spostato su una spiaggia assolata, rappresenta una bella figura di controcanto alle elucubrazioni di un Pagano forse più stanco ma sicuramente meno stancante.
In sostanza un gran bel romanzo, un ottimo punto di partenza per chi volesse entrare nel mondo dei “gialli al pesto”. 

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