Governo Italico e semplificazione (2)

Vista l’emergenza Covid-19 il Governo italiano ha emesso uno dei tanti decreti denominato pomposamente “Cura Italia” che insieme a una serie di stanziamenti e di promesse doveva essere il primo di una serie di provvedimenti volti a semplificare il “sistema Italia”.

Alla prova dei fatti, ovviamente, il decreto “Cura Italia” non ha al momento prodotto nessun risultato, tanto meno dal punto di vista della semplificazione, anzi…

Un buon esempio è la procedura da seguire per ottenere la Cassa Integrazione in deroga, ammortizzatore sociale di cui in passato si è abusato ma che, in questa stagione diventa fondamentale.

Ora, per accedere a questo strumento, che per alcune aziende è alternativo al fallimento bisogna:
1) Stilare un verbale di accordo sindacale
2) Comprare una marca da bollo da 16 euro da apporre alla domanda da presentare in Regione
3) Inviarla sul sito della Regione
4) Firmarla in originale e inviarla in copia via PEC a tutti gli uffici della Pubblica Amministrazione coinvolti

Il tutto ovviamente soggetto all’approvazione e controllo da parte dell’INPS.

Ancora più ridicola è la situazione per quanto riguarda la “mancetta” di 600 euro concessa agli autonomi.

A parte il fatto che questa elemosina è inferiore al massimale per il reddito di cittadinanza (750 euro) per cui è chiaro il messaggio del Governo per cui è meglio un nullafacente (o lavoratore in nero) rispetto a un professionista, anche in questo caso la procedura ha un che di ridicolo.

Inizialmente sembrava che visti i fondi decisamente limitati sarebbe stato indetto un click day (chi prima arriva prende e chi arriva tardi niente), adesso sembra invece che tutti quelli che faranno domanda avranno la contribuzione, che ricordiamo si tratta di un forfait unico e non di un sostegno mensile.

Per poter fare domanda bisogna avere il fantomatico PIN INPS, e chi non l’avesse ?

In origine la procedura per ottenere questo fantomatico codice era qualcosa che solo in uno Stato bizantino come il nostro poteva esistere: una parte veniva comunicato subito via mail o cellulare, l’altra arrivava via posta. Si, non avete letto male, via posta, come nell’800…

Adesso per semplificare e velocizzare il rilascio del codice viene inviato interamente via mail, peccato che non funzioni il sito per richiederlo, come al solito il diavolo della burocrazia fa le pentole ma non i coperchi.

Governo Italico e semplificazione

L’attuale Governo gode di un’inspiegabile fiducia da parte del popolo Italico, a sentire da quello che dicono i sondaggi commissionati dai vari talk show (soprattutto di una certa parte politica).

Per cercare di mettere nella giusta luce quello che sta facendo il Governo Conte / Casalino può essere utile fare un paragone con quello che succede in UK.

Ieri il Cancelliere dello Scacchiere, corrispondente del nostro Ministro dell’Economia ha annunciato le misure a sostegno dei lavoratori autonomi.

In sunto quello che è stato deciso:
!) Tutti gli autonomi che guadagnano fino a 50,000 sterline riceveranno dallo Stato un assegno mensile calcolato sulla media del fatturato (fatturano, non guadagno !!!) degli ultimi tre anni
2) L’Agenzia delle Entrate Inglese contatterà chi ne ha diritto per accordarsi sulla modalità del versamento
3) Non ci sarà bisogno di usufruire di consulenti né di partecipare a nessun click day o bestialità simili
4) unico lato negativo la contribuzione inizierà con il nuovo anno fiscale, quindi a Giugno, nel frattempo però ogni autonomo può immediatamente chiedere un sostegno al reddito noto come sick pay, chiedere la sospensione (con un click) di tasse universitarie, locali e nazionali e delle rate di prestiti e mutui

In Italia il Governo ha stabilito una “mancetta” di 600 euro in un’unica soluzione, come verrà erogata, che tipo di procedura andrà seguita, chi ne avrà diritto non si è ancora capito.

Per quanto riguarda la sospensione dei mutui non si è ancora capito come e chi ha diritto a chiederla né tantomeno si conosce la procedura per ottenerla, in compenso continuiamo a regalare il redditto di cittadinanza a una schiera di nullafacenti.

Giusto per completare il quadro il massimo della tassazione per un autonomo in Inghilterra è il 22%, tutte le pratiche si possono svolgere online senza bisogno di code da terzo mondo negli uffici pubblici.

Però in Italia siamo contenti del Governo Conte / Casalino, de gustibus…

Il festival della mediocrità

Quando finirà l’emergenza che stiamo vivendo spero che nessuno si dimentichi di chi ha lavorato per risolverla e chi invece si è lasciato andare a pensieri e parole senza senso.

L’apice di questa schiera di mediocri, arrivata in posti di comando per grazia divina, è sicuramente il Ministro (sic) Boccia e il pessimo capo della protezione civile Borrelli. Con più di 4000 connazionali deceduti i due guitti hanno pensato bene prima di una conferenza stampa di irridere l’assessore alla sanità lombardo che aveva protestato per le indecenti mascherine fornite dallo Stato a chi sta lavorando negli ospedali.

In un Paese normale questi due personaggi inqualificabili sarebbero stati costretti alle dimissioni, in Italia sono ancora lì come se niente fosse, mentre i giornalisti si concentrano su Salvini che va a fare la spesa o sulla Meloni che si lamenta dei cinesi.

Che tristezza.

Ma loro sono solo l’apice di una serie di “dilettanti allo sbaraglio” che hanno dato il meglio (peggio) di se nel momento in cui si chiedevano doti di leadership e di capacità che evidentemente non hanno.

A futura memoria una lista di chi si è particolarmente distinto in questo periodo:

Michele Serra e Massimo Recalcati: per cui l’unico virus da curare era quello del razzismo
Carlo Lucarelli: che considerava invece l’ignoranza come il virus da sconfiggere
Per Gianrico Carofiglio la vera malattia è la paura (non si capisce bene di cosa)
Uno dei migliori è stato sicuramente il Governatore della Toscana Enrico Rossi che testualmente dichiarava: “allarmismo ridicolo, chi vuole la quarantena è un fascioleghista”
Il povero Zingaretti che è rimasto vittima della sua stessa propaganda ammalandosi dopo i numerosi aperitivi contro la quarantena
In ultimo ma non ultimo il sindaco di Milano Sala che, almeno ha avuto il buongusto di chiedere scusa per l’incauto “Milano non si ferma”

Eppoi danno lezioni agli altri

 
Non molto tempo fa il direttore de “Il Sole 24 Ore” sdottorava in televisione dando lezioni di gestione economica ai vari Presidenti del Consiglio e sponsorizzando il Governo dei professori che sarebbe stata la soluzione a tutti i mali dell’Italia.
Adesso si scopre che il quotidiano di Confindustria ha perso nel primo semestre 2016 49,8 milioni di euro, decisamente un risultato degno di essere festeggiato dal maestrino Napoletano.
Non solo ma sembra che il nuovo amministratore delegato Del Torchio appena insediato abbia deciso di riclassificare il bilancio secondo criteri più attinenti alla realtà e di rivedere le note spese del direttore dalla penna rossa. Mentre non si conoscono i risultati della seconda attività (decisamente curiosa) la revisione del bilancio ha portato alla svalutazione da 29 a 3.4 milioni della voce “altre attività non correnti” che già nella sua definizione risulta come minimo curiosa.
Oltre a questa situazione curiosa il nuovo AD scopre anche lo strano rapporto con la società inglese Di-Source che distribuisce 100 mila copie digitali del quotidiano senza pagarle, come dire, numeri buoni per la tiratura, un po’ meno per i conti economici del giornale.
Nel frattempo procura di Milano e Consob indagano su due denunce pendenti per false comunicazioni sociali e aggiotaggio, insomma è sempre più vero che ergersi a paladino dei duri e puri come minimo porta sfiga, soprattutto se non puoi permettertelo.

Macchina del fango “sinceramente democratica”

Nel silenzio generale della “grande stampa” sia italiana che americana una associazione americana di informazione non allineata (Project Veritas Action) ha pubblicato una serie di documenti che gettano una luce quantomeno ambigua sul prossimo presidente degli USA Hillary Clinton.
In particolare un video “rubato” a Scott Foval attivista pro Clinton con l’associazione Americans United for Change illustra alcune strategie davvero poco ortodosse della candidata democratica.
Per sua stessa ammissione da anni l’associazione da lui rappresentata paga persone con problemi mentali per “usarli” come disturbatori e provocatori nelle manifestazioni degli avversari e, nella lotta contro il “diavolo” Trump, avrebbe voluto schierare un finto Paperino per provocare l’avversario.
La pantomima del finto Donald Duck apparentemente approvata dalla stessa Clinton è stata poi stoppata dagli organizzatori scoraggiati dalla possibile reazione della Disney.
Insomma, la paladina dei diseredati e delle minoranze voleva usare un fumetto per denigrare l’avversario, non si capisce se è più puerile o deprimente.

Accoglienza (dis)interessata

Dietro le immagini strazianti degli immigrati morti in mare e ai servizi urticanti sui cittadini in piazza per “respingere” i (più o meno) profughi ci sono una serie di strutture che su questa emergenza campano a spese dello Stato.
Tra queste spicca la onlus Domus Caritatis che, nonostante il pesante coinvolgimento in “Mafia Capitale”, continua a vincere appalti in tutta Italia, così come la multinazionale (?) francese Engie, chiaro esempio che non tutte le “corporation” sono brutte e cattive.
Esemplare il caso della società Ecofficina nata 4 anni fa per la gestione del doposcuola, nel primo anno di attività fattura 114.000 euro, una volta passata alla gestione dell’accoglienza arriva a fatturare 9 milioni, ovviamente di fondi pubblici…
Stessa crescita impetuosa ha vissuto la New Family di Giugliano (Napoli) esempio lampante del nuovo business, in una zona particolarmente depressa dal punto di vista economico riesce in poco tempo a passare da 44.000 euro di fatturato a 5,5 milioni.
Un discorso a parte meriterebbe la situazione paradossale di alcuni cittadini monzesi che, dopo anni di sacrifici, erano riusciti ad acquistare una casa in un condominio di nuova costruzione. Purtroppo non tutti gli appartamenti della palazzina sono stati venduti a privati per cui la solita onlus a la carte ha pensato bene di affittarli a un gruppo di 120 immigrati a fronte di 30 cittadini monzesi. Risultato: per i monzesi una coabitazione impossibile per la Trattoria Mercato srl un fatturato di 200.000 euro al mese (parte dei quali degli stessi “assediati”).

Spifferi a corrente alternata

Ancora una volta si torna a parlare di giustizia (rigorosamente con la g minuscola) per due casi che hanno fatto (stra)parlare giornali e politici.
Il primo caso riguarda l’ex Governatore della regione Piemonte Cota che dopo 5 anni è stato assolto dalla cosiddetta rimborsopoli in salsa sabauda. Dopo più di un lustro si è scoperto che le famose mutande verdi per cui l’esponente leghista è stato lungamente sbertucciato non sono mai esistite e che nessuna spesa è stata fatta dal politico al di fuori di quanto autorizzato dalla normativa regionale. Come Cota sono stati assolti altri 14 imputati mentre solo 10 sono stati considerati colpevoli, per un primo grado non mi sembra un gran risultato né in termini di condanne né in termini di tempo necessario per giungere a questa misera conclusione.
Altra brutta pagina giudiziaria si è scritta a Roma. Anche qui dopo tanto squillar di trombe e veline passate ai giornalisti compiacenti, per ben 116 imputati nell’inchiesta pomposamente denominata “Mafia Capitale” è stata chiesta l’archiviazione.
Tra questi imputati c’è anche l’ex sindaco Gianni Alemanno, additato da tutti come una sorta di moderno Nerone causa di tutti i mali di Roma, ma c’è anche Nicola Zingaretti, attuale Governatore della regione Lazio, sul cui stato di indagato nessun giornale ha pubblicato un rigo e, evidentemente, nessuna “gola profonda” ha spifferato in giro la notizia.
Insomma da una parte il mostro da sbattere in prima pagina (Alemanno) dall’altra il politico “sinceramente democratico” (Zingaretti) da tutelare ad ogni costo. Anche questo doppio trattamento fa capire bene lo stato della giustizia (rigorosamente con la g minuscola) in Italia.

Strabismo informativo

E’ notizia di ieri il fatto che il giornalista Nicola Porro sia stato assolto (dopo sette anni) dal famoso “caso Marcegaglia”.
Giusto per ricapitolare la storia: il vice direttore de “Il Giornale” parlando con l’addetto stampa dell’allora presidente di Confindustria Emma Marcegaglia disse scherzosamente che stavano per spostare i “segugi” de Il Giornale da Montecarlo (per la famosa questione della casa del cognato di Fini) a Mantova per indagare sugli affari della Marcegaglia.
Il telefono di Arpisella era sottoposto a intercettazione per un’indagine (finita nel nulla) sulla stessa Marcegaglia e quindi, a seguito di questa telefonata e delle successive dichiarazioni della presidente di Confindustria, il buon Porro venne indagato.
Ieri (dopo sette anni) il giornalista è stato assolto per non aver commesso il fatto.
Messa così sarebbe il solito caso di giustizia con la g minuscola, quello che però nel caso di specie fa sollevare qualche domanda è l’atteggiamento dei colleghi di Porro che, alla nascita del caso, si lanciarono contro “la macchina del fango” del giornalismo becero della Destra manganellatrice, mentre adesso, ad assoluzione avvenuta, si guardano bene di pubblicare anche solo un trafiletto a pagina 20.
In questo senso si distinse il Savonarola della carta stampata Marco Travaglio che accusò Porro di “sguazzare nella merda” (e detto da uno che fa un giornale per il 90% basato sulla stessa materia fa abbastanza ridere) mentre adesso non sente la necessità di pubblicare la notizia dell’avvenuta assoluzione. Evidentemente per Marco Manetta sono più “Fatti” i teoremi dell’accusa (o di qualche industriale di poco acume) piuttosto che le sentenze quando sono di assoluzione.

L’approccio Italico all’immigrazione

L’emergenza immigrazione sta portando al collasso tutto il sistema Italia.
Nel corso di quest’anno le richieste d’asilo sono cresciute del 62% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso raggiungendo la ragguardevole cifra di oltre 75,000 domande presentate.
La maggioranza di queste domande (62%) viene respinta dalle commissioni preposte, in parte per la provenienza dei richiedenti asilo in parte per le storie che raccontano che, molto spesso, danno l’impressione agli esaminatori di racconti mandati a memoria.
In un Paese serio gli immigrati (a questo punto ufficialmente clandestini) sarebbero rispediti indietro, invece da noi (e a nostre spese) hanno diritto a tre gradi di giudizio (fino in Cassazione) per vedere riconosciuto il loro diritto a rimanere in Italia. Sarebbero tre gradi di giudizio ma, in realtà, normalmente ne basta solo uno visto che il ricorso di solito viene accolto in primo grado, al termine del quale il tribunale riconosce al ricorrente la “protezione umanitaria” della durata di 2 anni per problemi di salute, disastri naturali o “conflitti interni di breve durata” (qualsiasi cosa voglia dire).
Da Gennaio a Maggio di quest’anno sono stati presentati circa 15,000 ricorsi, con una media di 3500 nuove cause al mese, di questa mole di pratiche solo 985 sono giunte a sentenza, per arrivare a una decisione del giudice di media ci vogliono da 6 mesi a 1 anno in cui il “richiedente asilo” rimane nei centri di accoglienza.
Il mantenimento in questi centri (ovviamente a carico di Pantalone) costa 35 euro al giorno che vengono dati alle associazioni che gestiscono il centro stesso, la spesa per i corsi di Italiano, per gli affitti e per gli stipendi degli operatori che seguono gli immigrati e, per buon peso, 5,5 euro al giorno a immigrato per le spese personali. In totale il costo pro capite varia dal un minimo di 20,000 a un massimo di 30,000 euro l’anno a persona ospitata. Con il paradosso, persino troppo comprensibile, che dopo il riconoscimento del diritto a stare sul territorio Italiano gli immigrati non lasciano immediatamente il centro come dovrebbero ma, con il beneplacito delle organizzazioni che gestiscono le strutture, rimangono ancora qualche mese a spese del contribuente.
Per snellire la procedura e ridurre i tempi dei ricorsi il governo Italiano, in un raro sprazzo di buonsenso, ha proposto di abolire il secondo grado e il ricorso in Cassazione in caso di bocciatura della richiesta da parte del tribunale (assai rara) e di videoregistrare le testimonianze rilasciate in Commissione in modo da evitare le lungaggini di una seconda convocazione. Ovviamente contrarie a questa proposta le varie Onlus che campano sull’emergenza in quanto questa proposta violerebbe i diritti dei “migranti” e, la testimonianza in video, potrebbe essere un forte elemento di disturbo emotivo…
Anche questa è Italia !

Dotti medici e sapienti

Purtroppo c’è chi confonde le informazioni di Google con una laurea in medicina, ma c’è anche chi una laurea in medicina ce l’ha veramente e la usa in modo maldestro.
Della prima categoria fanno personaggi senza arte nè parte come Eleonora Brigliadori, che sostiene che il cancro si possa curare con le parole e la meditazione, oppure Red Ronnie che si batte contro i vaccini che, a suo parere, sono nocivi.
E finchè si tratta di attricette o tuttologi può anche andar bene, quello che preoccupa sono dei medici (o presunti tali) che spacciano come cure alternative delle pratiche degne di qualche stregone africano.
Per esempio c’è una dottoressa (fortunatamente radiata) che sostiene che il cancro puó essere guarito con le parole, così come la Sla o le paralisi, mentre il Parkinson sarebbe causato dalla depressione.
Altro caso “umano” è un “dottore” che cura il cancro con le piante, e meno male che Vannoni e il metodo Stamina sono stati certificati come millantatori, al di là degli onorevoli e sconsiderati sforzi di certa pseudo informazione.
Per non parlare dei metodi pseudo scientifici tipo quelli propugnati dal dottor Gerson (cura dei tumori con frullati e clisteri di caffè) o del dottor Hamer che proponeva invece una cura a base di ricotta e decotti di ortica per i tumori o di vitamina C per la leucemia. Questi ultimi due metodi sono giunti agli onori (?) della cronaca negli ultimi tempi visto che tre persone sono decedute in Italia a causa di queste “cure” alternative.
In questi casi grande responsabilità ha l’informazione che, invece di stigmatizzare questi moderni stregoni e i loro servi sciocchi, li propone in trasmissioni televisive come fossero delle persone degne di poter esprimere un pensiero sensato sul bene più prezioso che ogni persona ha: la salute.