Nelle ultime settimane a Palermo c’e’ un magistrato nell’occhio del ciclone, si tratta della dottoressa Silvana Saguto, ex presidente della sezione cautelare del tribunale di Palermo.
In realta’ solo ora si scopre che nel corso degli anni la Saguto e’ stata sottoposta a procedimenti disciplinari dal CSM prima per il ritardo (anche 1000 giorni) nel deposito delle motivazioni di alcune sentenze e in un secondo momento per le accuse rivoltele da un’emittente locale sulla gestione “allegra” dei beni sequestrati alla mafia.
E proprio al CSM venne difesa strenuamente da alcune superstar della magistratura italiana come Grasso (attuale presidente del Senato), Caselli, Scarpinato e Pignatone che sostennero la Saguto con parole al miele quali: “laboriosita’ e professionalita’ e contributo continuo e affidabile apportato nell’azione di contrasto alla criminalita’ organizzata”.
Peccato che dopo poco tempo anche i distratti magistrati si siano accorti che l’affidabile Saguto pensava piu’ ai suoi interessi e a quelli dei suoi amici piuttosto che agli interessi dello Stato. Meglio tardi che mai…

