Ferguson e ditorni

Negli ultimi tempi c’e’ stato negli USA un incremento delle rivolte da strada a seguito di uccisioni di ragazzi di colore da parte di poliziotti. L’inizio di quest’ondata di disordini e’ stato Ferguson (Missouri) dove un poliziotto uccise un “bravo” ragazzo disarmato.
Ovviamente le anime buone (negli States e in Italia) si sono scagliate contro la brutalita’ ingiustificata della polizia (al di qua e al di la’ dell’Oceano…) peccato che nella versione propinata dai vari giornalisti manchino un paio di dettagli:
  1. L’intervento della polizia avvenne a seguito della chiamata di un negoziante che denunciava il ragazzo quale autore di un furto (con minacce annesse) di un pacco di sigarette
  2. Il poliziotto dopo aver intercettato il ragazzo e il suo complice, chiama i rinforzi e intima ai due di salire sul marciapiede e restare fermi, per tutta risposta il buon Darren si avvicina alla macchina della polizia, colpisce al volto il poliziotto con due cazzotti e tenta di prendergli l’arma d’ordinanza.
  3. Durante la collutazione il poliziotto spara due colpi e ferisce alla mano il ladro, il quale cerca di scappare
  4. Il poliziotto lo insegue e gli intima piu’ volte di fermarsi e gettarsi a terra, il delinquente (spero si possa definire cosi’) per tutta risposta si ferma e prova nuovamente ad aggredire il poliziotto che, spaventato (la vittima e’ alta quasi 2 metri per oltre 130 chili di peso), gli spara e lo uccide
  5. Tutti i colpi sparati colpiscono Darren frontalmente (quindi e’ una palla l’accusa di aver sparato alle spalle)
 Ultimo ma non ultimo il presunto razzismo della polizia USA sembra sia smentito dai numeri: dal 2003 al 2009 sono stati uccisi 2931 sospetti, il 41,7% bianchi e il 20,3% ispanici…

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