Ha vinto Biden, viva Biden

Finalmente tornano i buoni

Finalmente la prima democrazia del mondo è riuscita ad eleggere il nuovo Presidente.

Con grande soddisfazione di tutti i “sinceri democratici” il candidato democratico Biden è riuscito a battere il Satana Trump, fiaccato più dall’emergenza Covid e dalla baracconata “Black Lives Matter” che non da un candidato molto fiacco, rivitalizzato dalle comparsate del sopravvalutato Obama.

Ma chi è questo Biden ?

Intanto è un signore di 78 anni che dal 1969 naviga nelle agitate acque della politica americana e che, all’atto della nomina, sarà il più anziano Presidente degli Stati Uniti.

Della sua lunga e grigia carriera da Senatore si ricorda solo la legge del 1994 che portò ad inasprire le pene detentive, soprattutto per reati legati allo spaccio di droga.

Questa legge contribuì ad aumentare il numero di afroamericani nelle carceri americane e portò Hillary Clinton a scusarsi per la legge, nel (fortunatamente vano) tentativo di farsi eleggere quattro anni fa.

Durante gli anni alla vicepresidenza si distinse per il piano economico di reazione alla crisi del 2008 che portò a un notevole incremento della pressione fiscale e per la gestione della Guerra in Iraq.

Insomma la solita cura tasse e ipocrisia.

E la vicepresidente ?

Anche Kamala Harris ha una biografia di rilievo e non c’è da dubitare che ci darà grandi soddisfazioni nel prossimo futuro.

In particolare la Harris si è distinta per un atteggiamento punitivo nei confronti delle persone “che sbagliano”, ovviamente alla luce della sua ideologia ultra liberal.

” il governo federale dovrebbe trattare i sostenitori pro-life come i segregazionisti” con questa sobria dichiarazione la nuova vicepresidente si espresse nei confronti dei movimenti anti abortisti che negli Stati Uniti hanno un discreto seguito.

Così come definì “estremiste” alcune associazioni cattoliche dedite alla solidarietà nei confronti delle persone meno fortunate, agli occhi della Harris la carità cristiana ha fini di proselitismo e non è disinteressata… si potrebbe dire che il male è negli occhi di chi guarda, ma di fronte ad una “sincera democratica” non è sicuramente il caso…

Del resto già da Procuratore si era distinta per un odio viscerale nei confronti dei politici Repubblicani, spesso trattati come presunti colpevoli piuttosto che presunti innocenti.

Curioso poi che pur essendo una persona la cui ideologia dovrebbe portare verso un aumento delle tasse in senso punitivo verso i più ricchi non ha disdegnato il finanziamento e l’aperto sostegno delle corporation di Wall Street e della Silicon Valley, insomma anche nella liberal America “pecunia non olet”.

Un po’ di bufale su Lombardia e Covid 19

L’intervento di ieri alla Camera del grillino Ricciardi ha rilanciato una serie di luoghi comuni sulla gestione dell’emergenza e della sanità in generale in Lombardia.

Premesso che il Governatore Lombardo e il suo Assessore alla Sanità avrebbero potuto fare meglio, penso sia giusto parlare di qualche affermazione imprecisa divulgata a piena mani da giornali e televisioni.

Province e decessi

Qual è la provincia con più decessi in proporzione alla popolazione ?
Bergamo ? Milano ?
No, è Piacenza che, incidentalmente, non si trova nella pessima Lombardia ma nell’illuminata Emilia Romagna

Non solo, ma se si paragona il contenimento svolto in Lombardia rispetto ad altre grandi municipalità mondiali, il risultato non è stato il massimo possibile ma è sicuramente superiore a quello registrato a New York, Madrid o Bruxelles.

Ci sarebbe da domandarsi perché per la prima in classifica la colpa sia del Governo centrale (nel caso il demone Trump) mentre per la Lombardia la colpa sia del Governatore. Curioso, no ?

Zona rossa si, zona rossa no

La pubblica sicurezza è di gestione esclusiva dello Stato, come il Ministro Lamorgese ha evidenziato in una comunicazione ufficiale all’inizio dell’emergenza (direttiva in relazione al DPCM dell’8 Marzo).

Quindi se un altro ente locale avesse deciso di istituire una “zona rossa” non avrebbe avuto la possibilità di controllare il perimetro della stessa vanificando qualsiasi tipo di decisione.

Non solo, nel periodo in cui Fontana chiedeva l’aiuto del Governo per istituire la zona rossa nel bergamasco, Sala (sindaco di Milano) lanciava lo slogan “Milano non si ferma”, Gori (sindaco di Bergamo) invitava la popolazione ad uscire per fare shopping e il ridicolo Zingaretti (segretario PD) organizzava aperitivi sui Navigli.

Ecco, adesso sono tutti capaci a dire “avrebbero dovuto fare”, “avrebbero dovuto dire”, ma ai tempi i campioni delle profezie del giorno dopo la pensavano in modo diametralmente opposto.

RSA e la strage degli anziani

La stessa direttiva emessa da Regione Lombardia è stata adottata anche dalla Regione Lazio, che per buon peso ha pubblicato un annuncio di richiesta di disponibilità ad ospitare malati di Covid sul suo sito.

La direttiva (così come l’annuncio della Regione Lazio) non obbligava le RSA ad ospitare malati di Covid ma chiedeva semplicemente la disponibilità delle residenze a ricevere ed ospitare in luoghi separati e protetti dei convalescenti.

Non solo, nel famoso Pio Albergo Trivulzio, portato agli onori della cronaca come la sentina di tutti i mali, l’incremento della mortalità è stato del 61% superiore rispetto agli anni precedenti contro il 135% della città di Milano nel suo insieme.

Ultimo numero: in Europa il 40% dei morti è dovuto ad anziani ospitati in residenze protette, tutta colpa di Fontana ?

Soldi pubblici sprecati

La Regione, con il supporto di tanti volontari, attrezza in 10 giorni un ospedale dedicato solo ai malati per Covid 19.

Viene portato ad esempio ? Ovviamente No.

Perché ? Perché si sono sprecati soldi pubblici !!!

Peccato che sia falso, visto che i famosi 21 milioni siano stati donati da investitori privati, quindi nessun euro pubblico è stato “sprecato”.

Rinfacciare poi che siano stati ospedalizzati solo 15 persone è indegno persino per degli sciacalli, cosa avrebbero detto le cassandre a consuntivo se il numero di persone in terapia intensiva non fosse sceso (come è successo) ma fosse salito senza che la Regione avesse attrezzato delle sale addizionali ?

Senza contare che, ironia della sorte, nel corso del nubifragio della scorsa settimana un certo numero di pazienti sono stati momentaneamente spostati al nuovo ospedale in Fiera perché parte del Policlinico si è allagato…

La colpa è dei privati

In un Paese in cui pubblico è bello mentre privato è il diavolo non potevano mancare gli accusatori del modello Lombardia che ha, sostanzialmente, messo sullo stesso piano le due gestioni.

A parte il fatto che uno dei primi Ospedali ad ampliare la terapia intensiva è stato il San Raffaele (ovviamente con soldi privati), rimane il fatto che molte persone malate negli anni passati sono partiti da altre zone d’Italia per farsi curare nella “terribile” Lombardia.

Altro fatto incontrovertibile è che al pari della Lombardia l’altra regione con una privatizzazione spinta (27% del totale) è il solito Lazio, da anni governato dalla sinistra.

La differenza tra le due Regioni è che mentre una ha una spesa sotto controllo e dei bilanci in ordine, l’altra è sull’orlo del baratro economico / finanziario. Indovinate quale ?

Cassa integrazione e ritardi

Ultimo punto di polemica è stato ultimamente il ritardo nel pagamento della Cassa Integrazione in Deroga ai lavoratori lombardi.

Con sprezzo del ridicolo l’INPS e i giornaloni al servizio del Governo Giallo / Rosso hanno veicolato il messaggio che la colpa fosse solo della regione Lombardia che aveva inviato in ritardo le pratiche.

Alla fine, dopo varie polemiche, si è scoperto che i dati pubblicati originariamente dall’INPS erano sbagliati, anche se era vero che la Regione aveva cominciato a inviare le richieste solo il 14 Aprile quando le pratiche erano iniziate ad arrivare dall’inizio del mese.

Ma anche su questo argomento c’è una sorpresa finale.

Notizia di ieri la direttrice dell’INPS Toscana dichiara che il ritardo nel pagamento è dovuto al fatto che la Regione amministrata dal PD ha inviato le domande (30,000) solo il 30 di Aprile, due settimane dopo la Lombardia…

Notizie o titoloni sui giornali ? Zero.

Si poteva fare meglio

Sicuramente si, e c’è anche chi l’ha fatto.

Un esempio su tutti è la Regione Veneto che è da tutti riconosciuta come il meglio sul suolo italico.

E come ha fatto ?

Semplicemente affidandosi a un virologo fuori dalle solite star televisive e applicando dei protocolli in parziale contraddizione con quello che OMS e Governo Italiano indicavano come strada da seguire.

Semplice, no ?

In che mani siamo ? Parte seconda

La nostra vita è stata sconvolta dal Covid 19 e dai vari virologi che ci hanno imposto il cambio radicale delle nostre abitudini, complice anche una politica debole e pavida.

Ma chi sono questi nuovi guru che spargono il loro “verbo” a piene mani a canali unificati ? E soprattutto quanto sono competenti ?

E’ sempre difficile stabilire la competenza di specialisti, specialmente se si tratta di materia molto lontana dalla vita “normale” e da una cultura media.

In questo specifico caso ci viene in aiuto un indicatore statistico che tra gli scienziati viene considerato un metro accettabile della competenza: l’indice H.

L’indice H misura la prolificità e l’impatto delle pubblicazioni prodotte da uno scienziato, misurando il numero di lavori pubblicati e le citazioni che questi articoli hanno ricevuto da parte delle pubblicazioni specializzati.

Analizzando i risultati di questa semplice classifica si nota come gli studiosi che vengono considerati geniali dalla stampa mainstream sono in realtà ben lontani dall’eccellenza della materia.

Sorpresa delle sorprese in testa alla classifica c’è il francese Didier Raoult e il “povero” Anthony Fauci che, tra una pubblicazione e l’altra, trova anche il tempo di sopportare (e supportare) il Presidente Trump. Il punteggio dei due è 175 e 174.

E in Italia ?

In Italia siamo ben lontani dall’eccellenza, analizzando il celeberrimo Comitato Tecnico Scientifico troviamo Giuseppe Ippolito (Spallanzani) con 61 e la starlette Brusaferro con solo 21.

Se facciamo un paragone con gli altri Paesi i consulenti di Macron e di Angela Merkel vantano un punteggio di 73 ben superiore rispetto ai nostri.

La situazione peggiora se analizziamo i presenzialisti televisivi: Walter Ricciardi (oltre alla figura barbina con l’OMS per un tweet “spericolato”) ha un indice di 39, Ilaria Capua dagli USA vanta un 48, Maria Rita Gismondo 22 e, sorpresa delle sorprese, il divo Burioni raggiunge un ridicolo 26.

Insomma lo “scienziato” che ogni due per tre rinfaccia a chiunque che lui è competente e ha studiato “vale” 1/9 del top di genere… un po’ pochino per permettersi di trattare tutti dall’alto in basso.

Se guardiamo i migliori studiosi Italiani non ci si deve sorprendere se in testa alla classifica ci sono quelli meno mediatici come Alberto Mantovani (167) , Giuseppe Remuzzi (158) e Luciano Gattinoni (84).

Caso strano in uno dei suoi pochi interventi televisivi il professor Remuzzi ha sostenuto un paio di tesi sul Covid 19 poco gradite ai divi del tubo catodico:
1) Dobbiamo far ripartire il Paese, essendo sicuri che il Servizio Sanitario Nazionale sia pronto e organizzato per ricevere i nuovi ammalati
2) Si muore più per povertà e conflitti che per il virus e dobbiamo consentire alle persone di lavorare
3) Il rischio zero non esiste
4) Le principali vittime sono gli anziani e si sono ammalati nelle case di cura, non facendo un aperitivo sui Navigli
5) Basta stare attenti, usare guanti e mascherine e avere un piano per la pandemia per prendere il virus in fase iniziale senza intasare gli ospedali

Caso strano (o no ?) la persona che dice cose di buon senso è anche quello che viene considerato uno dei migliori studiosi Italiani in materia.

Cuba culla di libertà

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a una grande retorica sull’invio di una squadra di medici e infermieri cubani arrivati in Italia per aiutarci durante l’emergenza legata alla diffusione del Covid-19.

Di colpo, a fronte di un aiuto sicuramente meritevole di ringraziamento, si è assistito a un panegirico indifferenziato nei confronti di Cuba e del suo regime dipinto come il “migliore dei mondi possibili”.

Tutto questo a fronte di una realtà decisamente diversa.

Cuba è e rimane una dittatura a tutti gli effetti, con una limitazione della libertà a tutti i livelli e un numero di “prigionieri politici” ormai fuori controllo.

Per farsi un’idea di come vivono i cubani basti dire che per chi viene accusato di essere un dissidente vige il divieto assoluto di viaggiare all’estero, non solo, restando in Patria (obbligatoriamente…) il rischio di venire imprigionati nelle terribili galere cubane è altissimo.

A proposito di prigioni un dato che balza agli occhi è che a Cuba, attualmente, risultano incarcerati più di 90,000 prigionieri, sparsi in 200 diverse carceri. Ai tempi del famigerato dittatore Batista ce n’erano “solo” 14.

Secondo quanto riportato da Edel Gonzalez Jimenez (ex Presidente della Magistratura Provinciale di Cuba) al momento risultano condannate circa 127,000 persone, di cui oltre 90,000 ristrette in carcere, e se si considera che la popolazione cubana è di meno di 12 milioni si arriva all’astronomica cifra di un carcerato su 1000 abitanti. Record mondiale di questa poco encomiabile classifica.

Ovviamente la maggior parte delle persone sconta condanne per reati d’opinione, anche perché, come dichiara Javier Larrondo presidente di Prisoners Defender, dopo la crisi venezuelana e la conseguente mancanza dei finanziamenti provenienti dal regime di Maduro il Governo Cubano ha varato una serie di indulti per liberare i delinquenti comuni lasciando spazio nei carceri ai dissidenti politici.

Dall’altro lato è proprio la crisi economica dovuta al declino venezuelano e alle sanzioni decise da Donald Trump che sta facendo salire la protesta del popolo, sempre più affamato e in condizioni di sopravvivenza precarie.

La vecchia Avana sta ormai cadendo a pezzi e il regime non sembra in grado di porre rimedio a questa crisi, ultimo caso che ha messo la dittatura sotto una luce quantomeno sinistra è stata la morte di tre sorelline causata dal crollo di un balcone in un palazzo fatiscente, rimborso proposto ai genitori ? 15 dollari…

Diciamo che il Paradiso è un’altra cosa.