Nostalgia o solo ignoranza ?

Ha generato qualche polemica il saluto a pugno chiuso dell’attore Elio Germano al suo arrivo al Festival del cinema di Venezia.
Da liberale convinto non nego il diritto all’espressione a nessuno e su nessun argomento, per cui anche un mediocre attore puo’ ergersi a paladino di un’ideologia che la storia ha definito come fallimentare, quello che fa ridere e’ che nel suo gesto rivoluzionario (?) il caro Germano sbagli pugno e invece del classico sinistro alzi il braccio destro,,,
Quindi, caro Germano, se proprio vuoi essere conformista (un attore di sinistra non e’ certo originale) almeno cerca di farlo in modo corretto, altrimenti dimostri di non avere molto sotto i riccioli…

Logistica truffaldina

Mi e’ capitato di leggere su un vecchio numero di “Internazionale” la seguente frase inserita in un pensoso editoriale del direttore relativo agli impiegati nella logistica: “In Italia si tratta per lo piu’ di lavoratori stranieri spesso sfruttati da societa’ e cooperative colluse con la mafia, costretti a turni lunghissimi, straordinari obbligati e non pagati, decurtazioni arbitrarie di stipendi gia’ assai magri”:
Dal basso della mia ventennale esperienza nella logistica devo purtroppo confutare questa certezza del direttorissimo De Mauro, a me non e’ mai capitato di avere contatto con cooperative colluse con la mafia, non ho mai sentito parlare di straordinari obbligati e non retribuiti ne’ tanto meno di decurtazioni arbitrarie della paga, se poi si vuol dire che il salario degli addetti allo smistamento di magazzino non sia commisurato allo sforzo che gli stessi fanno si puo’ anche essere d’accordo, ma non per questo e’ necessario far intravedere scenari di malaffare o buttare fango su una delle poche attivita’ ancora in grado in Italia di produrre valore per le aziende e per i dipendenti.
Un ultimo appunto: nelle rare volte in cui leggo di cose che conosco rimango stupito del pressapochismo e della superficialita’ dei giornalisti che puntano piu’ all’effetto scandalistico che alla buona informazione, abdicando in questo modo alla funzione educativa e divulgativa che a mio parere dovrebbe avere il giornalismo.

Le stelle sono tante…

Ennesima perla di un pentastellato: il deputato grillino Di Stefano non ha potuto fare a meno di dichiarare alla Stampa di ieri i suoi pensieri sull’Isis, cioe’ il cosiddetto Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, i cui miliziano stanno massacrando le popolazioni Irachene.
Ecco le frasi piu’ significative:
“Noi siamo contro ogni intervento armato in Iraq. Noi restiamo pacifisti senza se e senza ma”
“Fenomeni radicali come l’Isis sarebbero da approfondire con calma e rispetto” (nel frattempo i civili massacrati si devono rassegnare…)
“Noi occidentali abbiamo dato per scontato che la nostra fosse l’unica democrazia possibile. Affrontare le cause con rispetto significa interrogarsi se non ci siano altre forme di governo e di democrazia che vanno bene per i posti dove sono” (quindi Saddam in Iraq o i Talebani in Afghanistan possono essere considerate democrazie ?)
In compenso l’aspirante Ministro degli Esteri ha una soluzione per pacificare l’area: “Ci vorrebbe un intervento diplomatico forte (qualsiasi cosa voglia dire ndq). O anche un intervento con corpi non armati (a fare cosa contro i miliziani armati fino ai denti ? ndq) Invece noi andiamo a gettare bombe contro i terroristi (che strano… ndq).
Aveva ragione Grillo a non farli parlare prima delle elezioni, altrimenti avrebbero preso la meta’ dei voti che hanno preso…

Tutto il mondo e’ paese

E’ di ieri la notizia che Mark Simmonds, sottosegretario agli esteri con delega agli affari Africani (?), si e’ dimesso in quanto il reddito di 120mila sterline annuo (circa 150mila euro) che gli garantisce la carica, non e’ sufficiente a mantenere la famiglia con tre figli a Londra.
Particolare interessante e’ che delle 120mila sterline 25mila sono garantite alla moglie in qualita’ di assistente personale, bisogna anche notare come il vizietto di inserire la consorte nel proprio team (a fini puramente economici) e’ condiviso e bipartisan visto che anche il moralizzatore Nigel Farage (alleato in Europa dei Savonarola Grillini) ha messo a libro paga del parlamento Europeo sia la moglie che l’amante…
Eppoi ci auto flagelliamo per i nostri peccatucci…

Alitalia – Etihad matrimonio sensato ?

Leggendo del matrimonio tra le due compagni aeree mi viene il dubbio che gli Arabi non abbiano capito in che casino si siano cacciati…
Basta un dato per far capire la differenza strutturale tra le due societa’: il personale impiegatizio Alitalia per ogni aeroplano e’ quasi il triplo di Etihad.
C’e’ ancora qualcuno che si domandi perche’ la prima sia in perdita da decenni mentre la seconda produce utili ?
Ovviamente commenti e osservazioni sono piu’ che ben accetti.

Renzie e i suoi (volenterosi) detrattori…

Premesso il pessimo giudizio che ho di Matteo Renzi che considero un parolaio, un pessimo gestore della cosa pubblica (vedi condanna della Corte dei Conti per il suo operato a capo della Provincia di Firenze) e un piazzista piu’ attento alla forma che alla sostanza, mi sembrano in alcuni casi comici gli interventi di alcuni suoi oppositori.
Oggi per esempio mi e’ capitato di leggere su “Il Fatto Quotidiano” un’intervista a cura dell’ottimo Luca De Carolis a Enrico Giovannini ex ministro del governo Letta.
Ora il buon Giovannini sostiene la sostanziale inutilita’ dei famosi 80 euro di bonus (concetto condivisibile) e porta ad esempio di miglior utilizzo per tali fondi la proposta del governo di cui faceva parte sul reddito minimo contro la poverta’ (versione PD del reddito di cittadinanza pentastellato…).
E si fosse limitato a questo sarebbe stato comprensibile, purtroppo pero’ non si e’ limitato, bullandosi del fatto che il ministero di sua competenza aveva gia’ stanziato mezzo miliardo a tale scopo individuando 500,000 potenziali beneficiari. Ora, con uno sforzo da studente di seconda elementare, dividendo la somma stanziata per gli aventi diritto si arriva a 1,000 euro pro capite annuali, se si moltiplica la mancia del bullo di Firenze per 12  mensilita’ si ottiene 960 euro pro capite annuali, quindi ? La differenza sta in chi elargisce la mancia, ma il risultato mi sembra proprio lo stesso…
Altro punto su cui il professore ha ragione e’ che la crisi e’ determinata dalla mancanza di fiducia che porta a una contrazione dei consumi (in sostanza anche chi potrebbe spendere non spende per paura del futuro). Purtroppo anche in questo caso la giusta analisi cozza con il seguente ragionamento, caro Giovannini secondo lei e’ piu’ probabile che l’eventuale bonus (o reddito di cittadinanza) venga speso da una famiglia che gode di un reddito da lavoro (per quanto basso e incerto) piuttosto che da chi ha come unica entrata i suoi 1000 euro all’anno ?

I panni sporchi della sinistra – Soldi buttati via

Nel primo centinaio di pagine “I panni sporchi della sinistra” sono sostanzialmente il non essere abbastanza antiberlusconiani, dopodiche’ gli autori dedicano poche righe al “Sistema Sesto” e allo scandalo della “Missione Arcobaleno” in compenso si dilunga sulla panzana a fini giustizialisti della prescrizione sul processo per mafia ad Andreotti (non si capisce cosa c’entri con la sinistra…) e fa un lungo elenco di persone (questa volta di sinistra, thanks God) che pero’ risultano tutte assolte o prescritte.
Risibili i “Santini” su Sposetti, Bindi, Madia e Melandri (compresa sgangherata difesa delle sue balle puerili sulla vacanza a Malindi chez Briatore) e questi sarebbero i panni sporchi ???
Per carita’ di patria si potrebbe anche sorvolare sugli errori materiali (Rita Lorenzin invece di Beatrice, Corigliano invece di Cornigliano) oppure sulle incongruenze dei pochi dati citati (tipo la data della cena tra D’Alema e Flores D’Arcais).
Insomma soldi buttati via… 

Laura Boldrinov e le interviste in ginocchio

Interessante intervista su “L’Espresso” della scorsa settimana alla Presidente della Camera Laura Boldrinov.
La docile intervistatrice chiede spiegazioni alla cooperante versione caviale e champagne sulla presunta intenzione di migliorare la propria immagine affidandosi a chi della simpatia ha fatto un proprio marchio di fabbrica, cioe’ Gad Lerner, oltre che a Elena Montecchi e Massimo Recalcati (psicanalista celebre per alcune “spericolate” analisi sullo stato mentale di Berlusconi, senza per altro averlo mai incontrato di persona…).
La risposta del Presidente e’ la seguente: “La mia immagine e’ l’ultima delle mie preoccupazioni. Quello che ho fatto si chiama retreat ed e’ normale in ogni organismo istituzionale che si rispetti. Si va in un luogo che agevoli il raccoglimento e si chiamano delle figure esterne a fare da facilitator su vari temi. Ridicolizzare questa buona pratica, come e’ avvenuto, vuol dire voler fraintendere il senso di questo appuntamento”.
A parte il fatto che la risposta e’ assolutamente incomprensibile, denota, come minimo, che le lezioni di simpatia non hanno avuto poi tutto questo successo…
Al posto dell’incauta giornalista noi avremmo chiesto: “tutto bene, ma chi paga ?”
Invece l’indomita scrivana ha preferito informarsi sul successo dell’iniziativa, manco avesse capito di cosa si trattasse…
L’intervista si dilunga poi sulle solite menate della difesa di genere, commenti sul compagno e sulla figlia (ovviamente straordinari) e sul suo fulgido passato di difensore dei piu’ deboli…
A chi si sarebbe aspettato qualche domanda sulle scorte assegnate allo stesso compagno e alla figlia (che studia all’estero e sembra gradisca personale di scorta di bell’aspetto…), sul milione annuo di costo dell’ufficio stampa o sul costo in generale della struttura della Presidenza della Camera dovra’ purtroppo aspettare la prossima opera della brava (?) Stefania Rossini che evidentemente non se l’e’ sentita di disturbare una cosi’ eterea persona con beghe di basso livello.

Liberta’ di stampa e strabismo ideologico

Si sente spesso parlare di classifiche sulla liberta’ di stampa che vedono puntualmente l’Italia ai gradini piu’ bassi della classifica, cosi’, per curiosita’, sono andato a leggermi l’ultimo rapporto di Freedom House, ONG spocchiosetta che tutti gli anni si erge a giudice del bene e del male.

Ora le ragioni per cui l’Italia e’ considerata semi-libera (unica nazione Europea insieme alla Turchia) sono le seguenti:
  • La legge Gasparri che, a parere dei soloni di Freedom House, ha messo nelle mani di Berlusconi tutto il mercato della televisione privata in Italia, peccato che con la stessa legge si e’ dato il via al digitale terrestre che ha moltiplicato in modo esponenziale l’offerta di canali pubblici e privati…
  • Il disegno di legge sulla censura (o limitazione) delle pubblicazioni via internet e, in generale, delle intercettazioni telefoniche: un provvedimento a mio parere di civilta’ e, comunque sia, mai varato in Parlamento.
  • La galera per i giornalisti: in questo caso, stranamente, gli gnomi dell’ONG ci azzeccano, peccato che nella loro furia anti-Berlusconiana si dimentichino di dire che oltra a Sallusti (citato) altri due casi di condanne penali riguardano il direttore di Panorama e un giornalista Calabrese di 79 anni (Francesco Gangemi) vicino alla DC. In questo caso e’ palese come l’effettiva limitazione alla liberta’ di stampa non dipende dal satrapo di Arcore ma dall’invasivita’ della magistratura Italiana.
  • La mancanza di una legge sul conflitto di interessi tra sistema politico e informazione: non si capisce cosa c’entri. Semmai il vero punto dolente e’ la mancanza di editori puri e la commistione tra banche / sistema industriale e giornali.
  • L’ordine dei giornalisti: eredita’ del ventennio strenuamente difesa dalla casta dei giornalisti… quindi ? Sono gli stessi scribacchini che si autocensurano ?
  • Nomina membri AGCOM: solite beghe tra lobby piu’ o meno trasparenti per qualche sedia in piu’…
  • RAI: scoperta del secolo, essendo le nomine di carattere politico in RAI c’e’ la lottizzazione, risibile il presunto controllo totale di Berlusconi sui canali pubblici che, da sempre, sono stati “divisi” tra governo e opposizione (a meno che non si consideri RAI3 un covo di biechi reazionari…).
  • Giornalisti sotto scorta: in effetti il fatto che alcuni giornalisti debbano essere scortati per le minacce legate al loro lavoro e’ un serio limite alla liberta’ di stampa, cio’ detto non credo che l’Italia sia l’unica nazione Europea che sia costretta a proteggere i propri giornalisti d’inchiesta e limitarsi a portare come esempio il solito “santino” Saviano fa capire quanta superficialita’ ci sia in questo rapporto.
  • Tagli alle sovvenzioni all’editoria: non si capisce perché lo Stato Italia dovrebbe contribuire alla stampa di quotidiani che non vengono letti neanche dai parenti dei giornalisti.

Alla fine della lettura mi assale lo sconforto, solo il provincialismo Italico o il calcolo politico possono accreditare le due paginette scritte da Freedom House come un reale quadro della situazione  dell’informazione in Italia.