White Lives Matter ?

Je suis Samuel

Qualche settimana fa ha fatto scalpore e suscitato orrore la decapitazione in Francia del professor Samuel Paty da parte di un estremista islamico.

L’omicidio è stato giustificato con il fatto che il professore aveva mostrato in aula le vignette che portarono alla strage di Charlie Hebdo nel 2015.

Coccodrilli

Sull’opportunità o meno di mostrare delle vignette, oggettivamente blasfeme, in un’aula di tredicenni ognuno può avere le proprie opinioni, io personalmente lo trovo poco opportuno ma per questo non penso di decapitare persone per strada.

Quello che invece trovo scandaloso è il comportamento delle autorità scolastiche e civili francesi in questo caso come in passato.

Nella stessa scuola di Paty infatti c’erano già stati problemi nel far rispettare il minuto di raccoglimento per le vittime di Charlie Hebdo e un alunno che, nello stesso periodo, si divertiva a disegnare Kalashnikov sui muri era stato completamente ignorato nonostante le segnalazioni degli insegnanti.

Non solo, lo stesso Paty era stato denunciato per pedo pornografia dal genitore di una sua allieva per aver mostrato una vignetta con Maometto nudo.

La polizia invece di farsi una risata e rimandare a casa il denunciante aveva provveduto a notificare la denuncia alla scuola il cui direttore aveva costretto Paty ad un incontro pacificatore con il suo accusatore accompagnato (non si capisce a che titolo) dall’imam radicale Abdelhakim Sefrioui.

Lo stesso Sefrioui che con i suoi video e incitamenti all’odio sembra sia uno degli ispiratori del decapitatore.

Insomma, invece di dedicarsi alle lacrime di coccodrillo, gli amici francesi dovrebbero occuparsi di dare il giusto peso alle persone e agli interessi che rappresentano.

Se Atene piange…

Per tonare in Italia il senso dello strabismo culturale viene alla luce quando si parla di due casi di violenze avvenute nelle ultime settimane.

Il primo è l’uccisione di Willy Monteiro Duarte, ammazzato di botte da un branco di violenti a Colleferro.

Willy era un ragazzo di colore e quindi a seguito del suo omicidio si è subito scatenato un “black lives matter” all’amatriciana con tanto di colorazione politica dei killer, ovviamente arruolati nella destra violenta.

Una volta scoperto che almeno uno dei massacratori di Willy era simpatizzante 5 stelle l’ondata indignata dei “sinceri democratici” si è piano piano spenta fino a scomparire.

Ma la vera e propria contraddizione viene alla luce in seguito al pestaggio di un ragazzino a Lanciano, che fortunatamente non si è concluso con la morte ma con gravi lesioni per il malcapitato reo di aver chiesto al branco di abbassare la musica.

Partenza immediata del coro contro la violenza generata dai Salvini e dalle Meloni fino a che non si è scoperto che i carnefici erano di etnia rom…

A questo punto scomparsa della notizia sui giornali, degli opinionisti pensosi e delle manifestazioni in solidarietà di…

Insomma se i cattivi sono di destra (vera o immaginaria) si parte con i latrati, altrimenti zitti e mosca…

Ha vinto Biden, viva Biden

Finalmente tornano i buoni

Finalmente la prima democrazia del mondo è riuscita ad eleggere il nuovo Presidente.

Con grande soddisfazione di tutti i “sinceri democratici” il candidato democratico Biden è riuscito a battere il Satana Trump, fiaccato più dall’emergenza Covid e dalla baracconata “Black Lives Matter” che non da un candidato molto fiacco, rivitalizzato dalle comparsate del sopravvalutato Obama.

Ma chi è questo Biden ?

Intanto è un signore di 78 anni che dal 1969 naviga nelle agitate acque della politica americana e che, all’atto della nomina, sarà il più anziano Presidente degli Stati Uniti.

Della sua lunga e grigia carriera da Senatore si ricorda solo la legge del 1994 che portò ad inasprire le pene detentive, soprattutto per reati legati allo spaccio di droga.

Questa legge contribuì ad aumentare il numero di afroamericani nelle carceri americane e portò Hillary Clinton a scusarsi per la legge, nel (fortunatamente vano) tentativo di farsi eleggere quattro anni fa.

Durante gli anni alla vicepresidenza si distinse per il piano economico di reazione alla crisi del 2008 che portò a un notevole incremento della pressione fiscale e per la gestione della Guerra in Iraq.

Insomma la solita cura tasse e ipocrisia.

E la vicepresidente ?

Anche Kamala Harris ha una biografia di rilievo e non c’è da dubitare che ci darà grandi soddisfazioni nel prossimo futuro.

In particolare la Harris si è distinta per un atteggiamento punitivo nei confronti delle persone “che sbagliano”, ovviamente alla luce della sua ideologia ultra liberal.

” il governo federale dovrebbe trattare i sostenitori pro-life come i segregazionisti” con questa sobria dichiarazione la nuova vicepresidente si espresse nei confronti dei movimenti anti abortisti che negli Stati Uniti hanno un discreto seguito.

Così come definì “estremiste” alcune associazioni cattoliche dedite alla solidarietà nei confronti delle persone meno fortunate, agli occhi della Harris la carità cristiana ha fini di proselitismo e non è disinteressata… si potrebbe dire che il male è negli occhi di chi guarda, ma di fronte ad una “sincera democratica” non è sicuramente il caso…

Del resto già da Procuratore si era distinta per un odio viscerale nei confronti dei politici Repubblicani, spesso trattati come presunti colpevoli piuttosto che presunti innocenti.

Curioso poi che pur essendo una persona la cui ideologia dovrebbe portare verso un aumento delle tasse in senso punitivo verso i più ricchi non ha disdegnato il finanziamento e l’aperto sostegno delle corporation di Wall Street e della Silicon Valley, insomma anche nella liberal America “pecunia non olet”.