Lo strano caso del Professor Tridico

Pauperismo all’italiana

Qualche settimana fa è scoppiato il caso dello stipendio del presidente INPS Pasquale Tridico, che si è visto passare l’appannaggio da 62k a 150k in un colpo.

In un Paese in cui i soldi e il guadagno sono considerati come “lo sterco del Diavolo” si è fatto un gran parlare su questo aumento, con proteste dell’opposizione e strenua difesa dei “governativi”.

Tutto questo “rumore” non ha permesso, a mio parere, di centrare il vero problema che non è quello dello stipendio che è giustificato e giustificabile per un ruolo apicale in una grande “azienda” il problema vero è la stessa presenza di Tridico al vertice dell’INPS.

Unfit

In questi mesi in più di un’occasione il professore calabrese ha dimostrato di non essere all’altezza del compito che gli è stato affidato.

Alcune delle sue perle:
– “Abbiamo abbassato la povertà del 60%” quando il dato comunicato dall’ISTAT era dello 0.60%
– “Siamo stati vittima degli hacker” dopo che il sito INPS andò in crash per il click date del contributo alle partite IVA, con tanto di presa in giro da parte di pornhub
– Tutti gli atti firmati nel primo anno di carica a rischio nullità in quanto non controfirmati dal vicepresidente che è obbligatorio in mancanza di Consiglio di Amministrazione

Specchio di una Nazione allo sbando

Lo strano caso del dottor Tridico è in realtà lo specchio fedele di un Paese allo sbando, e può essere capito solo seguendo l’iter della nomina di questo mediocre personaggio alla guida di un Istituto di importanza fondamentale nella stagione che stiamo vivendo.

Gennaio 2019 (Governo Conte 1): all’interno del decreto che istituisce quota100 e reddito di cittadinanza si stabilisce anche che il Ministero del Lavoro e il Ministero dell’Economia possono aumentare lo stipendio del Presidente INPS qualora vengano trovati i fondi all’interno dell’Istituto stesso risparmiando su altre voci di costo.

Marzo 2019 (Governo Conte 1): viene nominato Tridico a cui viene assegnato uno stipendio di 104k che, però, va diviso con il vicepresidente Morrone. Curiosa anche la nomina in tandem Tridico / Morrone dovuta sostanzialmente a una totale sfiducia nei confronti del primo da parte della Lega.

Giugno 2019 (Governo Conte 1): il Ministero del Lavoro presieduto da Luigi Di Maio (sic) fissa lo stipendio del Presidente INPS a 150k

Dicembre 2019 (Governo Conte 2): Lo stesso Ministero che nel frattempo è passato a Nunzia Catalfo (sempre 5stelle) che conferma quanto stabilito a Giugno

Gennaio 2020 (Governo Conte 2): si insedia finalmente il Consiglio d’Amministrazione INPS sanando una situazione anomala

Aprile 2020 (Governo Conte 2): il CdA delibera l’aumento dello stipendio del Presidente a 150k a fronte di oltre 500k di risparmi trovati nelle pieghe del bilancio dell’Istituto. Curiosità: una delle voci di costo tagliate sono le spese postali per l’invio delle buste con l’estratto conto previdenziale e la previsione di data di decorrenza della pensione. Si passerà al digitale o si abbandonerà l’informativa ? Chi vivrà vedrà…

Agosto 2020 (Governo Conte 2): viene finalmente confermato l’aumento con decorrenza da inizio 2020

Quindi ?

Quindi lo strano caso del dottor Tridico è un buon esempio della melma italica, la colpa (o la responsabilità) è di tutti e di nessuno.

Un buon metodo per non risolvere mai niente e per essere sicuri che, qualsiasi casino si combini, ci sarà sempre qualcuno pronto a difenderci accusando “gli altri”.

In che mani siamo ?

Negli ultimi giorni mi è capitato di leggere l’ultima fatica letteraria del guru dei virologi il celebre Roberto Burioni (Borioni per chi, come me, si è un po’ stancato della sua supponenza).

Intanto curioso che a poche settimane dallo scoppio dell’epidemia di Covid-19 l’instancabile presenzialista riesca a far uscire un instant book come un giornalista di pettegolezzi qualunque. Il fatto che i proventi della vendita vadano a finanziare una non meglio precisata “ricerca sui coronavirus” è un’aggravante perché fa capire come la spinta del novello Savonarola non sia tanto l’interesse economico quanto la (vana) gloria.

Tralasciando il capitolo iniziale sul corona virus attuale, che è palesemente stato inserito all’ultimo e quindi è pieno di aria fritta e sentito dire, il resto del libro è sconcertante e ci fa capire come la nostra vita e la nostra libertà sia in mano a persone che non hanno la benché minima idea di una soluzione alternativa alla clausura.

Il libro infatti fa una carrellata sui più comuni e famosi virus e, in quasi tutti i casi, la descrizione è disarmante: non si conoscono le cause, non si hanno vaccini o cure e non si capisce perché, a un certo punto, il virus sia scomparso (se è scomparso…).

Questo può essere comprensibile per l’ultima grande pandemia di peste, iniziata nel 1895 in Cina e di cui si scoprirono le cause solo tre anni dopo e la cui cura fu possibile solo dopo la seconda guerra mondiale grazie agli antibiotici, però stiamo parlando di fine ‘800 e quindi ci sta un certo ritardo nella diagnostica e nelle cure.

Ovviamente gli estensori del libro sottolineano come comunque la peste fu contenuta grazie “alle misure di igiene pubblica”, il fatto che per una cura (ad ampio raggio) ci siano voluti 50 anni non è rilevante.

Un po’ meno giustificabile è il caso dell’influenza Spagnola scoppiata in Europa durante la Prima Guerra Mondiale.

Di questo drammatico virus il buon Borioni tranquillamente afferma che non se ne conosce l’origine, non si capisce come mai le vittime fossero neonati, vecchi (come una normale influenza) e la fascia d’età tra i 20 e 30 anni né come mai la malattia comparsa nella primavera con un basso tasso di mortalità si trasformò in un flagello nell’Agosto dello stesso anno.

Bontà sua conclude dicendo: “Non abbiamo risposte certe a queste domande, ma sappiamo che la ricerca per trovarle ci farà avanzare nella comprensione dei meccanismi fondamentali delle infezioni.” e a distanza di un secolo non mi sembra un messaggio incoraggiante.

Stesso discorso, o quasi, per Ebola: scoperta nel 1976, letale tra il 25% e l’80% dei contagiati (dati precisissimi…), con circa 25 epidemie in 36 anni e senza cura che non sia l’ABC (avoid body contact).
L’ultimo caso giunto agli onori della cronaca è stato alla fine del 2013 tra Guinea, Sierra Leone e Liberia, l’epidemia venne considerata conclusa alla fine del 2015, dopo due anni di quarantena per TUTTA la popolazione locale.

Domanda da profano: ci vuole una starlette della virologia per chiudere in casa interi Paesi ? O non ci si aspetta qualcosa d’altro da persone che sbandierano titoli accademici ogni 5 minuti ?

Si dirà: è un virus principalmente africano, a nessuno interessa cosa succede in questi posti…

Parliamo allora di AIDS o di virus HIV.

Anche per l’HIV non si sa di preciso da dove origini, ci si mette 2/3 anni ad isolarlo e i farmaci attualmente utilizzati “bloccano efficientemente il virus impedendogli la replicazione, ma non riescono a eliminarlo”, il tutto a quarantanni dalla sua comparsa nel mondo occidentale…

Discorso analogo ad Ebola è quanto successo con l’epidemia di SARS che “si estingue grazie agli interventi di identificazione e isolamento dei malati” , insomma la soluzione degli “esperti” sono dei nuovi lazzaretti. Cura ? Non pervenuta.

Insomma, alla fine, a parte consigliare di lavarci le mani (come una D’Urso qualsiasi) e spingere per la quarantena di tutti, il buon Borioni ci tiene solo a farci sapere che per un vaccino ci vorranno anni e considerati gli esempi del libro non c’è da sperarci molto.

Domanda finale, visto quello che dicono gli “esperti” siamo sicuri di lasciar decidere della nostra vita a gente che ha sempre ragione ma magari con decenni di ritardo ?

Siamo sicuri a voler considerare degni di ammirazione incondizionata personaggi che hanno come unica soluzione lo stare a casa ?

Io qualche dubbio ce l’ho.

MES, mess e fake news from Giuseppi

Si è molto discusso del famoso (famigerato) MES in questo periodo, di chi e come l’abbia approvato e se sia o meno un bene richiedere l’aiuto di questo Fondo.

Al momento tralascerei la parte tecnica per concentrarmi sulla genesi di questo strumento e cercare di capire chi effettivamente ne sia il padre e quali sono le ragioni che hanno portato alla sua creazione.

Tutto inizia nel 2010 con la scia della crisi del 2008 e il buco nero in cui si era infilata la Grecia causando a sua volta una sfiducia generalizzata da parte dei mercati sul debito di alcune economie europee (l’Italia ovviamente non poteva mancare).

A quel tempo Ecofin (Consiglio Economia e Finanza europeo) crea due fondi per assistere temporaneamente gli Stati membri dell’UE in crisi finanziaria. Questi due strumenti vennero battezzati EFSM (meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria) e l’EFSF (fondo europeo di stabilizzazione finanziaria).

All’Ecofin partecipano tutti i Ministri delle Finanze dei Paesi membri, quindi all’atto della creazione di EFSM e EFSF per l’Italia era presente Giulio Tremonti, ribadiamo che i due strumenti avevano una durata temporanea e lo scopo di evitare il default di alcune Nazioni come ad esempio la Grecia, l’Irlanda e il Portogallo.

La durata prevista era di un massimo di 3 anni con un ammontare massimo di risorse di 500 miliardi di euro.

La differenza tra i due strumenti era che mentre l’EFSM (60 miliardi) era garantita dalla UE direttamente l’EFSF (400 miliardi) era finanziata dai Paesi della zona euro (quindi non Inghilterra o altri che hanno continuato a mantenere la loro valuta).

Sempre nel 2010 si posero le basi di un altro strumento che non fosse transitorio ma potesse intervenire in caso di crisi su richiesta delle Nazioni partecipanti in qualsiasi momento. Il famoso (famigerato) MES.

In origine il nuovo trattato avrebbe dovuto entrare in vigore nel 2013, quindi alla scadenza dei due fondi transitori.

Nel 2011 (Governo Berlusconi, Tremonti Ministro dell’Economia) si raggiunse l’accordo sul trattato e sull’anticipazione dell’entrata in vigore al 2012 anziché al 2013.

Nel Marzo dello stesso anno (sempre stesso Governo) venne firmata la riforma del trattato sul funzionamento dell’UE aggiungendo il famoso paragrafo che dava la possibilità di istituire il MES sottoponendo gli aiuti finanziari a “una rigorosa condizionalità” che poi è il punto su cui si discute in questi giorni.

Il 2 Febbraio 2012 (Governo Monti sostenuto da PDL e PD con la Lega all’opposizione) viene firmato il trattato che istituisce il MES, il ministro dell’Economia ai tempi era lo stesso Monti che mantenne l’interim fino al Luglio 2012.

Nell’Aprile 2012 (sempre Governo Monti) viene presentato il disegno di legge per la ratifica del trattato di costituzione del MES.

Il Parlamento sovrano (ricordiamolo) approvò la legge, senza questa approvazione l’Italia non avrebbe partecipato al MES, secondo il sottoscritto sbagliando.

Per dare un’idea di chi votò a favore basta vedere i numeri della Camera dei Deputati: 168 PD (34 assenti e 3 in missione) 83 PDL (con ben 91 assenti e 2 contrari), 30 UDC (7 assenti). Lega Nord 51 contrari su 59 deputati, nessuno a favore.

Nel dettaglio e per arrivare alle “pietre dello scandalo” Giorgia Meloni allora nel PDL non si presentò alla votazioni e si dichiarò comunque contraria fuoriuscendo dal partito poco tempo dopo per fondare Fratelli d’Italia insieme a Crosetto (uno dei due votanti contro), Salvini era eurodeputato (non molto presente) quindi con nessuna responsabilità sull’approvazione di niente.

C’è anche da aggiungere che lo stesso Giulio Tremonti ultimamente ha spiegato come nella sua visione e in quella del Governo Italiano dell’epoca il MES era strettamente legato agli Eurobond ma questa è una discussione tecnica su cui oltretutto difficilmente si potrà verificare la veridicità.

Quello che si può sicuramente dire è che l’attuale Presidente del Consiglio ha fatto delle affermazioni imprecise, quando non palesemente false: nel 2012 non c’era più il Governo Berlusconi né tantomeno Giorgia Meloni era Ministro, i trattati non vengono approvati dai Governi che al massimo li stipulano, ma poi devono passare al vaglio del Parlamento che li approva, e in questo caso la Lega votò contro mentre la Meloni non partecipò al voto dichiarandosi contraria.

Ecco, se volessimo fare un giochino puramente matematico l’approvazione del trattato avvenne con una maggioranza di 325 voti, visti i numeri di cui sopra la responsabilità andrebbe divisa al 51% PD, 26% PDL, 9% la fu UDC che si può tranquillamente sommare al PD e 14% tra Gruppo Misto e cespugli vari, la Lega con l’allora segretario Maroni 0%.

Rimane il fatto che, a mio giudizio, fare polemica sul MES è sbagliato, si tratta di uno strumento con delle regole chiare, se l’Italia si è messa nelle condizioni di non riuscire a gestire questo strumento senza che le regole ci strozzino non è un problema del MES ma dell’Italia e di chi l’ha governata e (non) la governa attualmente.

Governo Italico e semplificazione (2)

Vista l’emergenza Covid-19 il Governo italiano ha emesso uno dei tanti decreti denominato pomposamente “Cura Italia” che insieme a una serie di stanziamenti e di promesse doveva essere il primo di una serie di provvedimenti volti a semplificare il “sistema Italia”.

Alla prova dei fatti, ovviamente, il decreto “Cura Italia” non ha al momento prodotto nessun risultato, tanto meno dal punto di vista della semplificazione, anzi…

Un buon esempio è la procedura da seguire per ottenere la Cassa Integrazione in deroga, ammortizzatore sociale di cui in passato si è abusato ma che, in questa stagione diventa fondamentale.

Ora, per accedere a questo strumento, che per alcune aziende è alternativo al fallimento bisogna:
1) Stilare un verbale di accordo sindacale
2) Comprare una marca da bollo da 16 euro da apporre alla domanda da presentare in Regione
3) Inviarla sul sito della Regione
4) Firmarla in originale e inviarla in copia via PEC a tutti gli uffici della Pubblica Amministrazione coinvolti

Il tutto ovviamente soggetto all’approvazione e controllo da parte dell’INPS.

Ancora più ridicola è la situazione per quanto riguarda la “mancetta” di 600 euro concessa agli autonomi.

A parte il fatto che questa elemosina è inferiore al massimale per il reddito di cittadinanza (750 euro) per cui è chiaro il messaggio del Governo per cui è meglio un nullafacente (o lavoratore in nero) rispetto a un professionista, anche in questo caso la procedura ha un che di ridicolo.

Inizialmente sembrava che visti i fondi decisamente limitati sarebbe stato indetto un click day (chi prima arriva prende e chi arriva tardi niente), adesso sembra invece che tutti quelli che faranno domanda avranno la contribuzione, che ricordiamo si tratta di un forfait unico e non di un sostegno mensile.

Per poter fare domanda bisogna avere il fantomatico PIN INPS, e chi non l’avesse ?

In origine la procedura per ottenere questo fantomatico codice era qualcosa che solo in uno Stato bizantino come il nostro poteva esistere: una parte veniva comunicato subito via mail o cellulare, l’altra arrivava via posta. Si, non avete letto male, via posta, come nell’800…

Adesso per semplificare e velocizzare il rilascio del codice viene inviato interamente via mail, peccato che non funzioni il sito per richiederlo, come al solito il diavolo della burocrazia fa le pentole ma non i coperchi.

Governo Italico e semplificazione

L’attuale Governo gode di un’inspiegabile fiducia da parte del popolo Italico, a sentire da quello che dicono i sondaggi commissionati dai vari talk show (soprattutto di una certa parte politica).

Per cercare di mettere nella giusta luce quello che sta facendo il Governo Conte / Casalino può essere utile fare un paragone con quello che succede in UK.

Ieri il Cancelliere dello Scacchiere, corrispondente del nostro Ministro dell’Economia ha annunciato le misure a sostegno dei lavoratori autonomi.

In sunto quello che è stato deciso:
!) Tutti gli autonomi che guadagnano fino a 50,000 sterline riceveranno dallo Stato un assegno mensile calcolato sulla media del fatturato (fatturano, non guadagno !!!) degli ultimi tre anni
2) L’Agenzia delle Entrate Inglese contatterà chi ne ha diritto per accordarsi sulla modalità del versamento
3) Non ci sarà bisogno di usufruire di consulenti né di partecipare a nessun click day o bestialità simili
4) unico lato negativo la contribuzione inizierà con il nuovo anno fiscale, quindi a Giugno, nel frattempo però ogni autonomo può immediatamente chiedere un sostegno al reddito noto come sick pay, chiedere la sospensione (con un click) di tasse universitarie, locali e nazionali e delle rate di prestiti e mutui

In Italia il Governo ha stabilito una “mancetta” di 600 euro in un’unica soluzione, come verrà erogata, che tipo di procedura andrà seguita, chi ne avrà diritto non si è ancora capito.

Per quanto riguarda la sospensione dei mutui non si è ancora capito come e chi ha diritto a chiederla né tantomeno si conosce la procedura per ottenerla, in compenso continuiamo a regalare il redditto di cittadinanza a una schiera di nullafacenti.

Giusto per completare il quadro il massimo della tassazione per un autonomo in Inghilterra è il 22%, tutte le pratiche si possono svolgere online senza bisogno di code da terzo mondo negli uffici pubblici.

Però in Italia siamo contenti del Governo Conte / Casalino, de gustibus…