Performance della Giustizia in Italia
Si parla spesso della libertà di stampa in Italia, riempendosi la bocca di classifiche e giudizi mai letti.
In pochi però si esprimo sullo stato di un potere ancora più importante che spesso travolge la vita delle persone senza nessuna ragione né responsabilità.
Giusto per capire la grandezza del problema ci vengono in aiuto alcuni dati registrati nel 2019:
– 1000 casi di ingiusta detenzione (895 nel 2018) di cui 105 a Roma, 120 a Reggio Calabria e 129 a Napoli.
– 43M sono stati pagati per l’ingiusta detenzione, con il non invidiabile record di 9,8M in capo al tribunale di Reggio Calabria
– Dal 1991 al 2019 si sono registrati 28.893 casi con una spesa per la collettività di 823.691.326,45 euro
Chi paga ?
Quanto sopra considerando che solo il 70% degli innocenti finiti in galera riceve un giusto risarcimento visto che nel restante 30% dei casi la richiesta viene respinta in quanto “l’imputato ha concorso ad indurre in errore il giudice”.
In questa motivazione aberrante rientra anche il sacrosanto diritto di “avvalersi della facoltà di non rispondere”, considerato dalla casta dei giudici uno stratagemma per ingannare i magistrati, sul perché un innocente dovrebbe ingannare le toghe ci sarebbe da discutere…
Del resto hanno ragione loro, visto che a fronte di quasi 30.000 casi di malagiustizia solo 53 magistrati sono stati sottoposti a procedimento disciplinare, ovviamente tutti conclusi senza neanche un’ammonizione…
Ce lo chiede l’Europa
Per gli appassionati di classifiche, nel ranking dei ricorsi alla Corte di Giustizia Europea siamo quinti per numeri di ricorsi (4050) e terzi per condanne (2936).
Per capire la nostra situazione i più diretti concorrenti della ns povera Patria sono Russia, Romania, Ucraina, Turchia… Direi che non c’è da stare allegri.
Sindrome di Stoccolma
Ma come abbiamo fatto a ridurci così ?
Per capirlo basta un caso pratico.
Stefano Graziano era presidente del PD campano e consigliere regionale quando venne citato durante una telefonata tra due indagati come persona legata alla camorra.
Nessuna intercettazione diretta, né testimonianza più o meno attendibile.
Graziano viene indagato e ovviamente sbattuto sulle prime pagine di tutti i giornali, per arrivare ad un’archiviazione definitiva devono passare 7 mesi, per un’imputazione basata sul nulla.
Unici a difenderlo partiti i partiti di centrodestra (archiviati con un certo disprezzo dallo stesso Graziano) mentre il PD taceva e i grillini si accanivano sul politico campano.
Ma quello che fa senso sono le dichiarazioni rilasciate a caso finito:
“Non posso che complimentarmi davanti alla professionalità dei PM” (sic)
“Se un politico è investito da un’indagine ha il dovere dell’autosospensione”
Ecco, la debolezza e il prostrarsi davanti alle toghe di certa politica è la ragione e la causa delle vite rovinate di tante persone.