Un po’ di bufale su Lombardia e Covid 19

L’intervento di ieri alla Camera del grillino Ricciardi ha rilanciato una serie di luoghi comuni sulla gestione dell’emergenza e della sanità in generale in Lombardia.

Premesso che il Governatore Lombardo e il suo Assessore alla Sanità avrebbero potuto fare meglio, penso sia giusto parlare di qualche affermazione imprecisa divulgata a piena mani da giornali e televisioni.

Province e decessi

Qual è la provincia con più decessi in proporzione alla popolazione ?
Bergamo ? Milano ?
No, è Piacenza che, incidentalmente, non si trova nella pessima Lombardia ma nell’illuminata Emilia Romagna

Non solo, ma se si paragona il contenimento svolto in Lombardia rispetto ad altre grandi municipalità mondiali, il risultato non è stato il massimo possibile ma è sicuramente superiore a quello registrato a New York, Madrid o Bruxelles.

Ci sarebbe da domandarsi perché per la prima in classifica la colpa sia del Governo centrale (nel caso il demone Trump) mentre per la Lombardia la colpa sia del Governatore. Curioso, no ?

Zona rossa si, zona rossa no

La pubblica sicurezza è di gestione esclusiva dello Stato, come il Ministro Lamorgese ha evidenziato in una comunicazione ufficiale all’inizio dell’emergenza (direttiva in relazione al DPCM dell’8 Marzo).

Quindi se un altro ente locale avesse deciso di istituire una “zona rossa” non avrebbe avuto la possibilità di controllare il perimetro della stessa vanificando qualsiasi tipo di decisione.

Non solo, nel periodo in cui Fontana chiedeva l’aiuto del Governo per istituire la zona rossa nel bergamasco, Sala (sindaco di Milano) lanciava lo slogan “Milano non si ferma”, Gori (sindaco di Bergamo) invitava la popolazione ad uscire per fare shopping e il ridicolo Zingaretti (segretario PD) organizzava aperitivi sui Navigli.

Ecco, adesso sono tutti capaci a dire “avrebbero dovuto fare”, “avrebbero dovuto dire”, ma ai tempi i campioni delle profezie del giorno dopo la pensavano in modo diametralmente opposto.

RSA e la strage degli anziani

La stessa direttiva emessa da Regione Lombardia è stata adottata anche dalla Regione Lazio, che per buon peso ha pubblicato un annuncio di richiesta di disponibilità ad ospitare malati di Covid sul suo sito.

La direttiva (così come l’annuncio della Regione Lazio) non obbligava le RSA ad ospitare malati di Covid ma chiedeva semplicemente la disponibilità delle residenze a ricevere ed ospitare in luoghi separati e protetti dei convalescenti.

Non solo, nel famoso Pio Albergo Trivulzio, portato agli onori della cronaca come la sentina di tutti i mali, l’incremento della mortalità è stato del 61% superiore rispetto agli anni precedenti contro il 135% della città di Milano nel suo insieme.

Ultimo numero: in Europa il 40% dei morti è dovuto ad anziani ospitati in residenze protette, tutta colpa di Fontana ?

Soldi pubblici sprecati

La Regione, con il supporto di tanti volontari, attrezza in 10 giorni un ospedale dedicato solo ai malati per Covid 19.

Viene portato ad esempio ? Ovviamente No.

Perché ? Perché si sono sprecati soldi pubblici !!!

Peccato che sia falso, visto che i famosi 21 milioni siano stati donati da investitori privati, quindi nessun euro pubblico è stato “sprecato”.

Rinfacciare poi che siano stati ospedalizzati solo 15 persone è indegno persino per degli sciacalli, cosa avrebbero detto le cassandre a consuntivo se il numero di persone in terapia intensiva non fosse sceso (come è successo) ma fosse salito senza che la Regione avesse attrezzato delle sale addizionali ?

Senza contare che, ironia della sorte, nel corso del nubifragio della scorsa settimana un certo numero di pazienti sono stati momentaneamente spostati al nuovo ospedale in Fiera perché parte del Policlinico si è allagato…

La colpa è dei privati

In un Paese in cui pubblico è bello mentre privato è il diavolo non potevano mancare gli accusatori del modello Lombardia che ha, sostanzialmente, messo sullo stesso piano le due gestioni.

A parte il fatto che uno dei primi Ospedali ad ampliare la terapia intensiva è stato il San Raffaele (ovviamente con soldi privati), rimane il fatto che molte persone malate negli anni passati sono partiti da altre zone d’Italia per farsi curare nella “terribile” Lombardia.

Altro fatto incontrovertibile è che al pari della Lombardia l’altra regione con una privatizzazione spinta (27% del totale) è il solito Lazio, da anni governato dalla sinistra.

La differenza tra le due Regioni è che mentre una ha una spesa sotto controllo e dei bilanci in ordine, l’altra è sull’orlo del baratro economico / finanziario. Indovinate quale ?

Cassa integrazione e ritardi

Ultimo punto di polemica è stato ultimamente il ritardo nel pagamento della Cassa Integrazione in Deroga ai lavoratori lombardi.

Con sprezzo del ridicolo l’INPS e i giornaloni al servizio del Governo Giallo / Rosso hanno veicolato il messaggio che la colpa fosse solo della regione Lombardia che aveva inviato in ritardo le pratiche.

Alla fine, dopo varie polemiche, si è scoperto che i dati pubblicati originariamente dall’INPS erano sbagliati, anche se era vero che la Regione aveva cominciato a inviare le richieste solo il 14 Aprile quando le pratiche erano iniziate ad arrivare dall’inizio del mese.

Ma anche su questo argomento c’è una sorpresa finale.

Notizia di ieri la direttrice dell’INPS Toscana dichiara che il ritardo nel pagamento è dovuto al fatto che la Regione amministrata dal PD ha inviato le domande (30,000) solo il 30 di Aprile, due settimane dopo la Lombardia…

Notizie o titoloni sui giornali ? Zero.

Si poteva fare meglio

Sicuramente si, e c’è anche chi l’ha fatto.

Un esempio su tutti è la Regione Veneto che è da tutti riconosciuta come il meglio sul suolo italico.

E come ha fatto ?

Semplicemente affidandosi a un virologo fuori dalle solite star televisive e applicando dei protocolli in parziale contraddizione con quello che OMS e Governo Italiano indicavano come strada da seguire.

Semplice, no ?

Il Calcio ai tempi del Corona

Il calcio Italiano a rischio chiusura

Ultimamente si è parlato molto della ripartenza (o meno) del campionato di calcio.

La maggior parte delle persone ascolta con fastidio questo dibattito, un po’ perché identifica il calcio con i metro sexual ultrapagati della serie A, un po’ per l’inadeguatezza e l’incompetenza di quella macchietta che risponde al nome di Vincenzo Spadafora.

Ministro a sua insaputa

Il buon Vincenzo è uno dei tanti pentastellati catapultati dal nulla a uno scranno ministeriale e fa di tutto per dimostrare che il suo posto più consono era il primo più che il secondo.

Il Ministro (sic) negli ultimi tre mesi si è distinto per avere poche idee ma in compenso molto confuse, iniziando con il bloccare a pochi minuti dall’inizio una partita (poi ovviamente disputata) e continuando con una serie di proposte bislacche degne di un’osteria di paese più che di un Governo del G8.

In particolare con raro sprezzo del pericolo propose di far trasmettere tutte le partite della serie A in chiaro ignorando l’esistenza di una legge che proibisce l’emissione in diretta sulle reti non a pagamento delle partite.

Del resto la conoscenza delle legge non è un requisito necessario per diventare Ministro “grillino”, basta essere (forse) onesti…

Dopo questa figura barbina il politico di Afragola ha iniziato il balletto “si riparte” / “non si riparte” fino ad appiattirsi (come tutto il Governo) su quello che dicono i “soloni del giorno dopo” del comitato scientifico, per cui il rischio zero non è una chimera ma un obiettivo raggiungibile senza badare alla morte economica del paziente.

In fondo sai che soddisfazione non avere neanche un tifoso di calcio con un raffreddore a fronte del fallimento del calcio Italiano ?

Che palle il calcio…

Il pensiero dell’italiano medio (anche tifoso) in fondo è proprio questo: “ma con tutti i problemi che abbiamo proprio del campionato di calcio dobbiamo parlare ?”.

In fondo potrebbe essere anche vero, peccato che:

A seconda della fonte consultata il Calcio Italiano è la decima o dodicesima industria operante nel nostro Paese.

Il fatturato diretto prodotto dal movimento è di 4,7 miliardi annui di cui 3,8 miliardi generati dai 99 club professionistici a cui vanno sommati circa 3 miliardi di indotto.

Il gettito fiscale e previdenziale generato dal solo fatturato diretto è di 1,2 miliardi che rappresenta il 70% della contribuzione totale dello sport Italiano.

I praticanti sono 4,6 milioni, i tesserati 1,4 milioni di cui 833,000 giovani, ogni anno si disputano circa 570,000 partite ufficiali.

I posti di lavoro diretti sono oltre 46,000 mentre gli indiretti circa 125,000, alcuni giornali si spingono fino a considerare come circa 500,000 i lavoratori coinvolti in qualche modo dal movimento calcistico.

Prospettive future

A fronte di questi numeri forse una maggiore attenzione da parte delle Istituzioni sarebbe consigliabile anche in considerazione del fatto che una chiusura anticipata della stagione porterebbe un danno alle società di calcio valutato intorno ai 900,000 euro, un sicuro contenzioso con chi detiene i diritti per la trasmissione in televisione e il probabile fallimento di molte società.

Diciamo che forse l’argomento è troppo complesso per lasciarlo in mano a un dilettante allo sbaraglio come Spadafora e ai suoi consiglieri aspiranti stregoni.

In che mani siamo ? Parte seconda

La nostra vita è stata sconvolta dal Covid 19 e dai vari virologi che ci hanno imposto il cambio radicale delle nostre abitudini, complice anche una politica debole e pavida.

Ma chi sono questi nuovi guru che spargono il loro “verbo” a piene mani a canali unificati ? E soprattutto quanto sono competenti ?

E’ sempre difficile stabilire la competenza di specialisti, specialmente se si tratta di materia molto lontana dalla vita “normale” e da una cultura media.

In questo specifico caso ci viene in aiuto un indicatore statistico che tra gli scienziati viene considerato un metro accettabile della competenza: l’indice H.

L’indice H misura la prolificità e l’impatto delle pubblicazioni prodotte da uno scienziato, misurando il numero di lavori pubblicati e le citazioni che questi articoli hanno ricevuto da parte delle pubblicazioni specializzati.

Analizzando i risultati di questa semplice classifica si nota come gli studiosi che vengono considerati geniali dalla stampa mainstream sono in realtà ben lontani dall’eccellenza della materia.

Sorpresa delle sorprese in testa alla classifica c’è il francese Didier Raoult e il “povero” Anthony Fauci che, tra una pubblicazione e l’altra, trova anche il tempo di sopportare (e supportare) il Presidente Trump. Il punteggio dei due è 175 e 174.

E in Italia ?

In Italia siamo ben lontani dall’eccellenza, analizzando il celeberrimo Comitato Tecnico Scientifico troviamo Giuseppe Ippolito (Spallanzani) con 61 e la starlette Brusaferro con solo 21.

Se facciamo un paragone con gli altri Paesi i consulenti di Macron e di Angela Merkel vantano un punteggio di 73 ben superiore rispetto ai nostri.

La situazione peggiora se analizziamo i presenzialisti televisivi: Walter Ricciardi (oltre alla figura barbina con l’OMS per un tweet “spericolato”) ha un indice di 39, Ilaria Capua dagli USA vanta un 48, Maria Rita Gismondo 22 e, sorpresa delle sorprese, il divo Burioni raggiunge un ridicolo 26.

Insomma lo “scienziato” che ogni due per tre rinfaccia a chiunque che lui è competente e ha studiato “vale” 1/9 del top di genere… un po’ pochino per permettersi di trattare tutti dall’alto in basso.

Se guardiamo i migliori studiosi Italiani non ci si deve sorprendere se in testa alla classifica ci sono quelli meno mediatici come Alberto Mantovani (167) , Giuseppe Remuzzi (158) e Luciano Gattinoni (84).

Caso strano in uno dei suoi pochi interventi televisivi il professor Remuzzi ha sostenuto un paio di tesi sul Covid 19 poco gradite ai divi del tubo catodico:
1) Dobbiamo far ripartire il Paese, essendo sicuri che il Servizio Sanitario Nazionale sia pronto e organizzato per ricevere i nuovi ammalati
2) Si muore più per povertà e conflitti che per il virus e dobbiamo consentire alle persone di lavorare
3) Il rischio zero non esiste
4) Le principali vittime sono gli anziani e si sono ammalati nelle case di cura, non facendo un aperitivo sui Navigli
5) Basta stare attenti, usare guanti e mascherine e avere un piano per la pandemia per prendere il virus in fase iniziale senza intasare gli ospedali

Caso strano (o no ?) la persona che dice cose di buon senso è anche quello che viene considerato uno dei migliori studiosi Italiani in materia.