
Quando finirà l’emergenza che stiamo vivendo spero che nessuno si dimentichi di chi ha lavorato per risolverla e chi invece si è lasciato andare a pensieri e parole senza senso.
L’apice di questa schiera di mediocri, arrivata in posti di comando per grazia divina, è sicuramente il Ministro (sic) Boccia e il pessimo capo della protezione civile Borrelli. Con più di 4000 connazionali deceduti i due guitti hanno pensato bene prima di una conferenza stampa di irridere l’assessore alla sanità lombardo che aveva protestato per le indecenti mascherine fornite dallo Stato a chi sta lavorando negli ospedali.
In un Paese normale questi due personaggi inqualificabili sarebbero stati costretti alle dimissioni, in Italia sono ancora lì come se niente fosse, mentre i giornalisti si concentrano su Salvini che va a fare la spesa o sulla Meloni che si lamenta dei cinesi.
Che tristezza.
Ma loro sono solo l’apice di una serie di “dilettanti allo sbaraglio” che hanno dato il meglio (peggio) di se nel momento in cui si chiedevano doti di leadership e di capacità che evidentemente non hanno.
A futura memoria una lista di chi si è particolarmente distinto in questo periodo:
Michele Serra e Massimo Recalcati: per cui l’unico virus da curare era quello del razzismo
Carlo Lucarelli: che considerava invece l’ignoranza come il virus da sconfiggere
Per Gianrico Carofiglio la vera malattia è la paura (non si capisce bene di cosa)
Uno dei migliori è stato sicuramente il Governatore della Toscana Enrico Rossi che testualmente dichiarava: “allarmismo ridicolo, chi vuole la quarantena è un fascioleghista”
Il povero Zingaretti che è rimasto vittima della sua stessa propaganda ammalandosi dopo i numerosi aperitivi contro la quarantena
In ultimo ma non ultimo il sindaco di Milano Sala che, almeno ha avuto il buongusto di chiedere scusa per l’incauto “Milano non si ferma”

La memoria degli italiani è sempre corta.
La verità su quanto è successo sarà veicolata in base alle esigenze di chi si troverà al potere.
Io comunque ricorderò.
Fabrizio