Eppoi danno lezioni agli altri

 
Non molto tempo fa il direttore de “Il Sole 24 Ore” sdottorava in televisione dando lezioni di gestione economica ai vari Presidenti del Consiglio e sponsorizzando il Governo dei professori che sarebbe stata la soluzione a tutti i mali dell’Italia.
Adesso si scopre che il quotidiano di Confindustria ha perso nel primo semestre 2016 49,8 milioni di euro, decisamente un risultato degno di essere festeggiato dal maestrino Napoletano.
Non solo ma sembra che il nuovo amministratore delegato Del Torchio appena insediato abbia deciso di riclassificare il bilancio secondo criteri più attinenti alla realtà e di rivedere le note spese del direttore dalla penna rossa. Mentre non si conoscono i risultati della seconda attività (decisamente curiosa) la revisione del bilancio ha portato alla svalutazione da 29 a 3.4 milioni della voce “altre attività non correnti” che già nella sua definizione risulta come minimo curiosa.
Oltre a questa situazione curiosa il nuovo AD scopre anche lo strano rapporto con la società inglese Di-Source che distribuisce 100 mila copie digitali del quotidiano senza pagarle, come dire, numeri buoni per la tiratura, un po’ meno per i conti economici del giornale.
Nel frattempo procura di Milano e Consob indagano su due denunce pendenti per false comunicazioni sociali e aggiotaggio, insomma è sempre più vero che ergersi a paladino dei duri e puri come minimo porta sfiga, soprattutto se non puoi permettertelo.

Macchina del fango “sinceramente democratica”

Nel silenzio generale della “grande stampa” sia italiana che americana una associazione americana di informazione non allineata (Project Veritas Action) ha pubblicato una serie di documenti che gettano una luce quantomeno ambigua sul prossimo presidente degli USA Hillary Clinton.
In particolare un video “rubato” a Scott Foval attivista pro Clinton con l’associazione Americans United for Change illustra alcune strategie davvero poco ortodosse della candidata democratica.
Per sua stessa ammissione da anni l’associazione da lui rappresentata paga persone con problemi mentali per “usarli” come disturbatori e provocatori nelle manifestazioni degli avversari e, nella lotta contro il “diavolo” Trump, avrebbe voluto schierare un finto Paperino per provocare l’avversario.
La pantomima del finto Donald Duck apparentemente approvata dalla stessa Clinton è stata poi stoppata dagli organizzatori scoraggiati dalla possibile reazione della Disney.
Insomma, la paladina dei diseredati e delle minoranze voleva usare un fumetto per denigrare l’avversario, non si capisce se è più puerile o deprimente.