Assenza o uso di piazza ?

Diventa facile adesso scagliarsi (come faceva qualcuno degli indagati) sull’assenteismo dei dipendenti comunali di Sanremo.
E’ semplice fare i puri e gli Stakanov a gettone quando poi si razzola come (se non peggio) i timbratori abusivi.
Il problema non sono quattro sfigati che facevano quello che gli era permesso, consentito e tacitamente approvato da chi gestiva gli uffici e i servizi che avrebbero dovuto fornire alla cittadinanza.
Il problema e’ che in Italia nel corso di tutto il 2013 sono stati licenziate 99 persone per assenteismo a fronte di un organico di 3 milioni e 300 mila, quindi uno su 33 mila.
Il problema e’ che il famoso caso dei vigili da veglione di Roma si e’ sgonfiato senza che nessuno di questi mascalzoni sia stato licenziato.
Il problema e’ che 8 dei 43 sospesi a Sanremo avevano ottenuto l’anno prima un premio in busta paga.
Il problema e’ che il segretario comunale giustifica i premi con queste parole: “Non si tratta di premi di produzione, ma di premi che erano stati concessi in relazione alle mansioni attribuite, non ai risultati ottenuti”, insomma un premio che non e’ un premio…
Il problema e’ che anche quando i premi sono elargiti sulla base di obiettivi raggiunti succede come nella “rossa” Toscana dove il traguardo da raggiungere era ridurre del 5% il consumo annuale di carta.
Il problema sono anche i colleghi dei dipendenti comunali timbratori in mutande o canottieri durante l’orario d’ufficio che assistevano a tutte queste schifezze senza proferire verbo…

Sanita’ o bancomat ?

E’ uscito da poco il rapporto dell’agenzia per i servizi regionali (Agenas) sulle spese sanitarie delle varie regioni.
Da una prima analisi si puo’ notare come il record del disavanzo spetta alla regione Lazio (707 milioni) tallonata a buona distanza dalla Campania (506) mentre delle quattordici regioni prese in esame ben otto risultano con deficit piu’ o meno pesante.
Da notare come la Lombardia, indicata come culla del malaffare dalle recenti (e meno recenti) indagini giudiziare, risulta avere un avanzo di bilancio, oltre a garantire un servizio ai propri cittadini (e non solo) al di sopra della media nazionale.
Altro aspetto interessante e’ l’analisi comparata dei vari nosocomi da cui si scopre, per esempio, che a parita’ di posti letto il San Camillo di Roma ha 4148 dipendenti (11% amministrativi contro un limite di legge del 7%) mentre gli Ospedali Riuniti di Ancona ne ha 3461, non solo, le spese per i servizi non sanitari a Roma ammontano a 80 milioni di euro mentre ad Ancona riescono a fornire gli stessi servizi spendendo quasi la meta’ cioe’ 45 milioni. La differenza e’ che il San Camillo ha il record del maggior disavanzo (158 milioni) mentre l’ospedale di Ancona ha un piccolo avanzo di gestione…
Essendo la gestione sanitaria una responsabilita’ regionale e’ interessante far notare come le regioni meno virtuose siano principalmente gestite da “sinceramente democratici”: Piemonte, Liguria (ultimi 10 anni il ras Burlando), Toscana (da sempre feudo “rosso”), Lazio e Campania.
Insomma sembra che i “compagni” abbiano spesso scambiato le ASL per bancomat o stipendifici per gli amici degli amici…

Chi di scontrini ferisce…

La discussione sulle spese “allegre” di Marino a Roma ha effettivamente stancato, e suona anche abbastanza strano che un sindaco venga sfiduciato per la cresta sulle cene piuttosto che per la sua (palese) incompetenza.
Cio’ detto suona ancora piu’ particolare che a perseguitare il marziano Marino sulle spese pazze sia un premier come Renzi e un partito come il PD che dovrebbe guardare prima alla trave nel suo occhio piuttosto che alla pagliuzza nell’occhio altrui.
A proposito di Renzi si sa gia’ quasi tutto, e sia i giornali che la Corte dei Conti si sono interessati alle sue prodezze come presidente della provincia di Firenze.
Agli onori della cronaca ultimamente e’ balzata anche la simpatica (forse ai famigliari) Serracchiani, gia’ presidente del Friuli Venezia Giulia fantasma (sembra che si veda raramente in Regione) e vicesegretario del partito di Governo.
La maestrina Debora si vanta di essere trasparente per quello che riguarda le spese di missione rimborsate dalla sua regione, peccato che sul sito della stessa sia disponibile solo il totale delle spese sostenute e non il dettaglio.
Anche dal totale comunque si possono desumere un paio di cose. Per esempio confrontando le cifre spese dalla Serracchiani rispetto a quelle degli altri governatori si nota come siano in media quasi il doppio. A fronte di 18mila euro spesi dalla regione Friuli in sei mesi del 2014 il Veneto di Zaia ne ha speso 6 mila (quindi praticamente un terzo), la Lombardia di Maroni 22mila (pero’in 8 mesi), il Piemonte di Chiamparino 20 mila (anche lui in 8 mesi). Ma dove il confronto si fa impietoso e sul consutivo 2014 Friuli 42 mila, Veneto 18 mila, Lombardia 21 mila e il Piemonte 20 mila.
Dall’entourange della governatrice si giustificano dicendo che i voli da Trieste costano piu’ che da Milano… Peggio la toppa del buco ?

Populismo col culo degli altri…

Non si puo’ che essere d’accordo con il ricorso di De Lorenzo e altri contro la revoca del vitalizio per i condannati.
Che sia uno scandalo che uno come De Lorenzo (e altri) da 21 anni percepisca 4000 euro al mese di vitalizio e’ pacifico, altro e’ la cancellazione di un diritto stabilito per legge (per quanto iniqua) a distanza di 4 lustri. 
Il patto tra cittadini e Stato si basa anche sul concetto di irretroattivita’ della legge per cui le norme dovrebbero valere dalla data in cui vengono approvate e rese pubbliche, non da quando viene meglio al populista demagogo di turno.

Riforme stile Gattopardo

Come diceva Orwell tutti gli animali sono uguali, alcuni sono piu’ uguali di altri. A riprova di cio’ viene la riforma (?) del Senato che annulla le retribuzioni (in teoria) per i senatori ma mantiene in tutto e per tutto in vigore il trattamento economico, e non solo, per i senatori a vita.
In poche parole Napolitano, Ciampi e, tra qualche anno, Mattarella hanno e avranno diritto a:
  • Stipendio e prebende varie per circa 15,000 euro netti mensili
  • Ufficio di rappresentanza di (almeno) 100 metri quadri nel centro di Roma
  • Uno staff pletorico composta da: segretaria, consigliere, guardarobiere, portavoce, assistente, capo ufficio, tre funzionari, due addetti ai lavori esecutivi, due addetti ai lavori ausiliari e un consigliere diplomatico (o militare a scelta…)
  • Personale del Quirinale dedicato alla cura degli ex Capi dello Stato: un dipendente del segretario generale, un guardarobiere e un addetto alla persona presso l’abitazione privata del Senatore a vita
  • Auto blu completa di autista
  • Adeguata scorta
  • Telefono cellulare o satellitare
  • Fax
  • Connessione urbana protetta
  • Una linea telefonica protetta per il collegamento diretto con il centralino del Quirinale, una con la batteria del Ministero dell’Interno e un’altra con gli uffici dei Servizi di Sicurezza del Viminale
Insomma forse si potevano ottenere gli stessi risultati abolendo solo i Senatori a vita invece che tutto il Senato…

Quello che non uccide – delusione del marketing

Chiariamo subito che l’averlo presentato come Millennium 4 rappresenta sicuramente un vantaggio dal punto di vista del marketing e uno svantaggio per quello che riguarda le aspettative.
A parte il nome e (pochi) aspetti caratteriali dei principali protagonisti niente altro rimane dell’atmosfera creata da Larsson, non che la cosa mi dispiaccia piu’ di tanto, visto che i personaggi e l’ambientazione della saga svedese non e’ che mi fossero particolarmente simpatici con la loro morale “dura e pura”…
La prima parte del romanzo e’ estremamente noiosa, si perde in dettagli (spesso incomprensibili) e mette sul tavolo una serie di sottotrame e personaggi di cui solo una minima parte viene poi sviluppata e portata a compimento nella seconda parte, che e’ invece piu’ scorrevole e si incentra di piu’ sull’azione spinta.
Insomma un gialletto nordico come tanti che se non avesse in copertina il brand Millennium avrebbe venduto molto meno…

E da noi si accapigliano per il Senato…

Il PIL Spagnolo e’ in crescita da inizio 2014 la ricetta e’ stata semplice:

  • Riforma del mercato del lavoro con abbassamento del costo per i neoassunti e incremento della produttivita’
  • Maggiore disavanzo invece che incremento delle tasse
  • Riduzione delle tasse per le imprese (a fine 2016 saranno di 5 punti in meno rispetto al 2012)
  • Snellimento delle procedure amministrative e facilitazioni per le start-up
Nel frattempo anche la disoccupazione (che resta comunque al 22%) e’ diminuita grazie alla creazione di 477,000 posti di lavoro in piu’ nel corso dell’ultimo anno
Da noi in Parlamento si litigano da mesi sulla riforma del Senato come fossero l’orchestra sul Titanic… 

5 stelle o pensione Mariuccia ?

Il quadro che esce del movimento 5stelle ligure dall’articolo odierno de “Il Secolo XIX” e’ desolatamente squallido. 
A fronte delle promesse elettorali di abbandonare il proprio lavoro, fare nomine condivise e (soprattutto) restituire la parte eccedente i 2500 euro di stipendio finora si e’ materializzato un nulla cosmico. 
Chi aveva un lavoro se l’e’ tenuto ben stretto (“sono partita IVA e se il consiglio cade…” nuova versione del “tengo famiglia” democristiano), le nomine sono state fatte dai consiglieri senza consultare la bbbase e di rimborsi non se ne vede neanche l’ombra. A tal proposito dice la simpatica Alice Salvatore: “la promessa pubblica di restituire i rimborsi e le indennita’ e’ un’arma politica, ma quando siamo li’ dentro abbiamo responsabilita’ enormi” come dire in campagna elettorale abbiamo promesso, ma adesso ci siamo accorti che fare politica seriamente e’ un lavoro impegnativo… Almeno Lauro a elezioni concluse la seconda scarpa la dava come promesso…

E poi parlano di informazione libera…

Interessante intervista di Federica Sciarelli su “Il Fatto Quotidiano” di oggi.
Tra le altre banalita’ la conduttrice televisiva dall’accento burino si lascia andare alla seguente considerazione sulla par condicio: “Quando e’ nata la par condicio, ricordo che il nostro direttore, al TG3, si teneva di riserva un’intervista con qualcuno del Governo (Berlusconi ndQ), su cose tipo i nuovi limiti di velocita’: gli serviva per far pari con le opposizioni.”
Bella idea dell’equilibrio dell’informazione e del rispetto della legge che, ricordiamolo, fu fatta firmare in fretta e furia a Scalfaro per arginare lo strapotere mediatico di Berlusconi, con tanto di aereo di stato andata e ritorno dalla Turchia per raccogliere la preziosa sigla del Presidente della Repubblica in tempo utile…
Sempre nella stessa pagina interessante dichiarazione di Carlo Freccero che accusa Renzi di volere una TV conformista, nel caso si capisce la sua nomina nel cda: piu’ degno rappresentante del conformismo di sinistra catodico sarebbe stato difficile da trovare.