Logistica truffaldina

Mi e’ capitato di leggere su un vecchio numero di “Internazionale” la seguente frase inserita in un pensoso editoriale del direttore relativo agli impiegati nella logistica: “In Italia si tratta per lo piu’ di lavoratori stranieri spesso sfruttati da societa’ e cooperative colluse con la mafia, costretti a turni lunghissimi, straordinari obbligati e non pagati, decurtazioni arbitrarie di stipendi gia’ assai magri”:
Dal basso della mia ventennale esperienza nella logistica devo purtroppo confutare questa certezza del direttorissimo De Mauro, a me non e’ mai capitato di avere contatto con cooperative colluse con la mafia, non ho mai sentito parlare di straordinari obbligati e non retribuiti ne’ tanto meno di decurtazioni arbitrarie della paga, se poi si vuol dire che il salario degli addetti allo smistamento di magazzino non sia commisurato allo sforzo che gli stessi fanno si puo’ anche essere d’accordo, ma non per questo e’ necessario far intravedere scenari di malaffare o buttare fango su una delle poche attivita’ ancora in grado in Italia di produrre valore per le aziende e per i dipendenti.
Un ultimo appunto: nelle rare volte in cui leggo di cose che conosco rimango stupito del pressapochismo e della superficialita’ dei giornalisti che puntano piu’ all’effetto scandalistico che alla buona informazione, abdicando in questo modo alla funzione educativa e divulgativa che a mio parere dovrebbe avere il giornalismo.

Le stelle sono tante…

Ennesima perla di un pentastellato: il deputato grillino Di Stefano non ha potuto fare a meno di dichiarare alla Stampa di ieri i suoi pensieri sull’Isis, cioe’ il cosiddetto Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, i cui miliziano stanno massacrando le popolazioni Irachene.
Ecco le frasi piu’ significative:
“Noi siamo contro ogni intervento armato in Iraq. Noi restiamo pacifisti senza se e senza ma”
“Fenomeni radicali come l’Isis sarebbero da approfondire con calma e rispetto” (nel frattempo i civili massacrati si devono rassegnare…)
“Noi occidentali abbiamo dato per scontato che la nostra fosse l’unica democrazia possibile. Affrontare le cause con rispetto significa interrogarsi se non ci siano altre forme di governo e di democrazia che vanno bene per i posti dove sono” (quindi Saddam in Iraq o i Talebani in Afghanistan possono essere considerate democrazie ?)
In compenso l’aspirante Ministro degli Esteri ha una soluzione per pacificare l’area: “Ci vorrebbe un intervento diplomatico forte (qualsiasi cosa voglia dire ndq). O anche un intervento con corpi non armati (a fare cosa contro i miliziani armati fino ai denti ? ndq) Invece noi andiamo a gettare bombe contro i terroristi (che strano… ndq).
Aveva ragione Grillo a non farli parlare prima delle elezioni, altrimenti avrebbero preso la meta’ dei voti che hanno preso…

Tutto il mondo e’ paese

E’ di ieri la notizia che Mark Simmonds, sottosegretario agli esteri con delega agli affari Africani (?), si e’ dimesso in quanto il reddito di 120mila sterline annuo (circa 150mila euro) che gli garantisce la carica, non e’ sufficiente a mantenere la famiglia con tre figli a Londra.
Particolare interessante e’ che delle 120mila sterline 25mila sono garantite alla moglie in qualita’ di assistente personale, bisogna anche notare come il vizietto di inserire la consorte nel proprio team (a fini puramente economici) e’ condiviso e bipartisan visto che anche il moralizzatore Nigel Farage (alleato in Europa dei Savonarola Grillini) ha messo a libro paga del parlamento Europeo sia la moglie che l’amante…
Eppoi ci auto flagelliamo per i nostri peccatucci…

Alitalia – Etihad matrimonio sensato ?

Leggendo del matrimonio tra le due compagni aeree mi viene il dubbio che gli Arabi non abbiano capito in che casino si siano cacciati…
Basta un dato per far capire la differenza strutturale tra le due societa’: il personale impiegatizio Alitalia per ogni aeroplano e’ quasi il triplo di Etihad.
C’e’ ancora qualcuno che si domandi perche’ la prima sia in perdita da decenni mentre la seconda produce utili ?
Ovviamente commenti e osservazioni sono piu’ che ben accetti.

Renzie e i suoi (volenterosi) detrattori…

Premesso il pessimo giudizio che ho di Matteo Renzi che considero un parolaio, un pessimo gestore della cosa pubblica (vedi condanna della Corte dei Conti per il suo operato a capo della Provincia di Firenze) e un piazzista piu’ attento alla forma che alla sostanza, mi sembrano in alcuni casi comici gli interventi di alcuni suoi oppositori.
Oggi per esempio mi e’ capitato di leggere su “Il Fatto Quotidiano” un’intervista a cura dell’ottimo Luca De Carolis a Enrico Giovannini ex ministro del governo Letta.
Ora il buon Giovannini sostiene la sostanziale inutilita’ dei famosi 80 euro di bonus (concetto condivisibile) e porta ad esempio di miglior utilizzo per tali fondi la proposta del governo di cui faceva parte sul reddito minimo contro la poverta’ (versione PD del reddito di cittadinanza pentastellato…).
E si fosse limitato a questo sarebbe stato comprensibile, purtroppo pero’ non si e’ limitato, bullandosi del fatto che il ministero di sua competenza aveva gia’ stanziato mezzo miliardo a tale scopo individuando 500,000 potenziali beneficiari. Ora, con uno sforzo da studente di seconda elementare, dividendo la somma stanziata per gli aventi diritto si arriva a 1,000 euro pro capite annuali, se si moltiplica la mancia del bullo di Firenze per 12  mensilita’ si ottiene 960 euro pro capite annuali, quindi ? La differenza sta in chi elargisce la mancia, ma il risultato mi sembra proprio lo stesso…
Altro punto su cui il professore ha ragione e’ che la crisi e’ determinata dalla mancanza di fiducia che porta a una contrazione dei consumi (in sostanza anche chi potrebbe spendere non spende per paura del futuro). Purtroppo anche in questo caso la giusta analisi cozza con il seguente ragionamento, caro Giovannini secondo lei e’ piu’ probabile che l’eventuale bonus (o reddito di cittadinanza) venga speso da una famiglia che gode di un reddito da lavoro (per quanto basso e incerto) piuttosto che da chi ha come unica entrata i suoi 1000 euro all’anno ?