I panni sporchi della sinistra – Soldi buttati via

Nel primo centinaio di pagine “I panni sporchi della sinistra” sono sostanzialmente il non essere abbastanza antiberlusconiani, dopodiche’ gli autori dedicano poche righe al “Sistema Sesto” e allo scandalo della “Missione Arcobaleno” in compenso si dilunga sulla panzana a fini giustizialisti della prescrizione sul processo per mafia ad Andreotti (non si capisce cosa c’entri con la sinistra…) e fa un lungo elenco di persone (questa volta di sinistra, thanks God) che pero’ risultano tutte assolte o prescritte.
Risibili i “Santini” su Sposetti, Bindi, Madia e Melandri (compresa sgangherata difesa delle sue balle puerili sulla vacanza a Malindi chez Briatore) e questi sarebbero i panni sporchi ???
Per carita’ di patria si potrebbe anche sorvolare sugli errori materiali (Rita Lorenzin invece di Beatrice, Corigliano invece di Cornigliano) oppure sulle incongruenze dei pochi dati citati (tipo la data della cena tra D’Alema e Flores D’Arcais).
Insomma soldi buttati via… 

Laura Boldrinov e le interviste in ginocchio

Interessante intervista su “L’Espresso” della scorsa settimana alla Presidente della Camera Laura Boldrinov.
La docile intervistatrice chiede spiegazioni alla cooperante versione caviale e champagne sulla presunta intenzione di migliorare la propria immagine affidandosi a chi della simpatia ha fatto un proprio marchio di fabbrica, cioe’ Gad Lerner, oltre che a Elena Montecchi e Massimo Recalcati (psicanalista celebre per alcune “spericolate” analisi sullo stato mentale di Berlusconi, senza per altro averlo mai incontrato di persona…).
La risposta del Presidente e’ la seguente: “La mia immagine e’ l’ultima delle mie preoccupazioni. Quello che ho fatto si chiama retreat ed e’ normale in ogni organismo istituzionale che si rispetti. Si va in un luogo che agevoli il raccoglimento e si chiamano delle figure esterne a fare da facilitator su vari temi. Ridicolizzare questa buona pratica, come e’ avvenuto, vuol dire voler fraintendere il senso di questo appuntamento”.
A parte il fatto che la risposta e’ assolutamente incomprensibile, denota, come minimo, che le lezioni di simpatia non hanno avuto poi tutto questo successo…
Al posto dell’incauta giornalista noi avremmo chiesto: “tutto bene, ma chi paga ?”
Invece l’indomita scrivana ha preferito informarsi sul successo dell’iniziativa, manco avesse capito di cosa si trattasse…
L’intervista si dilunga poi sulle solite menate della difesa di genere, commenti sul compagno e sulla figlia (ovviamente straordinari) e sul suo fulgido passato di difensore dei piu’ deboli…
A chi si sarebbe aspettato qualche domanda sulle scorte assegnate allo stesso compagno e alla figlia (che studia all’estero e sembra gradisca personale di scorta di bell’aspetto…), sul milione annuo di costo dell’ufficio stampa o sul costo in generale della struttura della Presidenza della Camera dovra’ purtroppo aspettare la prossima opera della brava (?) Stefania Rossini che evidentemente non se l’e’ sentita di disturbare una cosi’ eterea persona con beghe di basso livello.